Ci sono giorni che anche le costruzioni più solide paiono sul punto di venire giù come castelli di carte. E, se è un venerdì 17, pure a una che nasce nel Meclemburgo qualche pensiero scaramantico dovrà ben venire. Nel giro di poche ore, la cancelliera tedesca Angela Merkel deve registrare le dimissioni del capo dello Stato da lei imposto neppure due anni or sono, Christian Wulff, accusato di corruzione, e gestire il dissenso, ufficialmente negato, con il suo ministro dell’economia Wolfgang Schauble sull’atteggiamento da tenere verso la Grecia.

Così, il momento più facile del ‘venerdì orribile’ di Angela la cancelliera è la telefonata a tre, pur delicata, col presidente del Consiglio italiano Mario Monti e il premier greco Lucas Papademos. A fine colloquio, “dettagliato e condotto con spirito costruttivo”, recita una nota diffusa da Palazzo Chigi, i tre leader “sono fiduciosi che lunedì l’Eurogruppo possa raggiungere l’accordo sulla Grecia”.

Dopo Horst Koehler, Wulff è il secondo presidente tedesco che si brucia senza portare a termine il mandato, da quando Angela è a capo del governo, manco la Germania fosse una Repubblica delle Banane. La vicenda getta un’ombra sulla leadership politica della cancelliera, mentre Schauble pare contestarne la visione europea ed economica.
Adesso, più che con Papademos e i partner dell’Ue, la Merkel dovrebbe dunque vedersela con Schauble, che, secondo la Sueddeutsche Zeitung, propende per una dichiarazione d’insolvenza formale da parte di Atene, mentre la cancelliera, e con lei una grossa fetta dell’Unione europea, considera un default della Grecia un’eventualità troppo rischiosa.

Il portavoce del governo tedesco Steffen Seibert s’affretta a tamponare la falla aperta dalla Suddeutsche Zeitung: la Merkel e Schauble, assicura, non sono in disaccordo, ma stanno anzi “spingendo in un’unica direzione” per assicurare la stabilità della Grecia e la sua appartenenza all’euro.

La conversazione telefonica con Monti e Papademos ha ‘surrogato’ la missione a Roma che la cancelliera doveva compiere oggi e che è stata invece impedita dal precipitare della posizione del presidente Wulff. I ministri delle finanze dei paesi dell’eurozona si riuniranno lunedì a Bruxelles per decidere se vi sono le condizioni per attribuire ad Atene un aiuto senza precedenti, dell’ordine di 130 miliardi di euro. Punti sul vivo dai ritardi della Grecia, che, dopo avere falsato i conti, adesso recalcitra a metterli in ordine, su uno sfondo forti tensioni sociali, alcuni paesi esitano a sbloccare i fondi perché temono che il programma varato dal Parlamento ellenico e gli impegni presi dai partiti politici diventino carta straccia dopo le elezioni anticipate indette, tra lo sconcerto europeo, per il prossimo aprile.

(Foto:LaPresse)

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