Standard&Poor's

“Timori sulla redditività dei nostri istituti e sulla loro capacità di rifinanziare il debito all’ingrosso”. Con questa ragione l’agenzia Standard&Poor’s ha tagliato il rating di 34 banche italiane su 37 totataglioli, come riporta l’agenzia Bloomberg. L’ Agenzia, che a ottobre 2011 aveva ridotto il rating dell’Italia a ‘BBB+‘, ha tagliato a ‘BBB+’, tra gli altri, Unicredit, Intesa Sanpaolo, Mediobanca, Ubi Banca e Bnl. Il Banco Popolare ha visto il rating ridotto a ‘BBB-‘ così come la Popolare di Milano e Banca Carige, mentre il merito di credito di Mps è stato rivisto a a ‘BBB’.

“La vulnerabilità dell’Italia a rischi finanziari esterni si è accresciuta, in considerazione del suo alto debito pubblico esterno, producendo come risultato una significativa riduzione della capacità delle banche di rifinanziare il loro debito ‘wholesale’ (all’ingrosso, ndr)”, si legge nella nota diffusa da S&P. L’agenzia prevede “una debole redditività delle banche italiane nei prossimi anni e un ritorno sui prodotti bancari ‘core’ aggiustato per il rischio che potrebbe non essere sufficiente agli istituti per far fronte al costo del capitale”. “Pensiamo – si legge ancora – che questo possa essere negativo per la stabilità del sistema bancario italiano”.

In Usa per incontrare il presidente Barack Obama, il premier Mario Monti ha commentato: “E’ in gran parte un effetto atteso di precedenti decisioni”

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