Per molti è una setta da cui tenersi alla larga. Non per il vice presidente della Provincia di Milano Novo Umberto Maerna. Che considera Scientology un’organizzazione con la stessa dignità dell’ordine degli psicologi o di un’azienda ospedaliera. Così il patrocinio di palazzo Isimbardi può finire a una mostra finanziata dall’Associazione internazionale degli Scientologist. E fa niente se il messaggio di video e pannelli esposti si riduce a un attacco alla psichiatria ufficiale, definita “industria di morte” e “scienza fasulla”. Pochi giorni fa Maerna (Pdl), che oltre a essere il vice di Guido Podestà in giunta è anche assessore alla Cultura, ha risposto in Consiglio provinciale a un’interrogazione urgente presentata da Massimo Gatti, capogruppo della lista Altra Provincia-Prc-Pdci, dopo un articolo de ilfattoquotidiano.it. La domanda era una: che cosa ha portato l’amministrazione a concedere il patrocinio a un’associazione legata a Scientology?

Il logo della Provincia infatti era stato concesso per l’esposizione ‘Il volto sconosciuto della Psichiatria. Passato e presente di errori e orrori’, allestita a Milano due mesi fa dal Comitato dei cittadini per i diritti umani (Ccdu), una onlus legata alla ‘chiesa’ fondata da Ron Hubbard. Che fa dell’attacco agli psichiatri uno dei suoi capisaldi. Nella sua risposta, prima Maerna sottolinea che il Ccdu è regolarmente iscritto al registro delle onlus e non ha procedimenti giudiziari a carico, poi arriva al nocciolo del discorso: il patrocinio è stato concesso “considerata la rilevanza dei temi trattati e la loro ricaduta sociale, a prescindere delle differenti posizioni in merito”. In coerenza con quanto fatto in passato dall’assessorato alla Cultura, che “ha sostenuto eventi culturali aventi ricadute sociali”. E qui una lista di convegni e mostre che, tra gli organizzatori, hanno avuto l’ordine degli psicologi della Lombardia, l’ospedale milanese Fatebenefratelli, l’azienda ospedaliera Macedonio Melloni di Milano e quella di Legnano. Tutte organizzazioni messe dalle parole di Maerna sullo stesso piano della setta americana.

“Lei rappresenta un’istituzione – replica in Aula Gatti –. Non può paragonare Scientology ad aziende ospedaliere e ordini professionali. Avrebbe dovuto documentarsi prima”. Per Roberto Biolchini dell’Udc la risposta di Maerna “non sta né in cielo né in terra”, mentre Luca Gandolfi, capogruppo dell’Idv, parla di “sconcertante superficialità”. Duro anche il capogruppo del Pd Matteo Mauri: “È scandaloso e gravissimo – dice – che la Provincia abbia dato dignità scientifica alle argomentazioni di Scientology sulla psichiatria. L’assessore alla Cultura ci ha purtroppo abituato a un uso strumentale delle istituzioni pubbliche”.

Laurea in ingegneria e un passato in An, non è la prima volta che le scelte in ambito culturale di Maerna fanno discutere. Come nel luglio del 2010, quando alcuni teatri milanesi denunciano un tentativo di censura, dopo che tre direttori artistici vengono convocati negli uffici dell’assessorato e invitati a togliere spettacoli non graditi dal programma di “Invito a teatro”, una serie di rappresentazioni a prezzi scontati grazie alle sovvenzioni della Provincia. Tra le messe in scena considerate ‘non allineate’ c’è anche Orgia di Pier Paolo Pasolini. La reazione del mondo artistico meneghino è compatta e Maerna fa marcia indietro. Passa poco più di un anno e a far discutere, a novembre 2011, è una mostra ispirata al revisionismo e allestita nel cortile d’Onore di palazzo Isimbardi. Dove i pannelli ripercorrono la Seconda guerra mondiale, senza nemmeno citare la Resistenza. Fino ad arrivare all’esposizione sugli psichiatri. Per Scientology nient’altro che medici fasulli, dediti a prescrivere droghe ai bambini. E inventarsi malattie, pur di fare soldi.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

“Mozione di solidarietà a Schettino”
Ma il consiglio comunale diserta la seduta

prev
Articolo Successivo

Neve, ancora dieci vittime. Franco Gabrielli
“Sono d’intralcio? Mi metto da parte”

next