Il portiere del Piacenza Mario Cassano

Il primo ha 29 anni ed è un calciatore. Il secondo ha 44 anni ed è un infermiere. Mario Cassano e Angelo Iacovelli, portiere del Piacenza e personaggio vicino agli ambienti sportivi del Bari, sono stati arrestati oggi su ordine della Procura di Cremona nell’ambito del terzo filone dell’inchiesta Last Bet sulle scommesse clandestine nel mondo del calcio italiano. L’accusa per loro parla di associazione per delinquere finalizzata alla truffa e alla frode sportiva. Le misure restrittive sono state chieste dal procuratore di cremona Roberto di Martino e sono state eseguiti dagli investigatori delle squadre mobili di Cremona, Brescia, Bari, Firenze e del Servizio centrale operativo.

Cassano, già compagno di squadra ed amico di Gervasoni e Zamperini (entrambi arrestati lo scorso dicembre come referenti italiani dell’organizzazione internazionale con base a Singapore) dovrà rispondere dell’alterazione di quattro incontri dei campionati di serie B 2010/11 (Piacenza-Albinoleffe, Atalanta-Piacenza, Siena-Piacenza) e 2008/9 (Piacenza-Mantova). Più complicata, invece, la posizione di Iacovelli, coinvolto nel “tentativo di manipolazione” di almeno quattro partite del campionato di serie A 2010/11 del Bari (Milan-Bari, Bari-Sampdoria, Bari-Roma, Palermo-Bari). L’infermiere barese è uomo chiave anche nelle indagini della Procura di Bari: considerato unn sorta di ‘tuttofare’ per conto di alcuni giocatori della squadra pugliese, Iacovelli è accusato di essere stato il tramite tra chi metteva soldi in cambio delle combine e i giocatori che avrebbero truccato (o tentato di truccare) partite.

Nell’ambito delle indagini baresi, l’infermiere è stato interrogato dal pm Ciro Angelillis e dai carabinieri del nucleo investigativo due volte come testimone e due come indagato, l’ultima delle quali il 2 febbraio scorso. Due giorni fa è stato proprio Iacovelli a chiedere di essere ascoltato per chiarire alcune cose dopo la pubblicazione di indiscrezioni sul contenuto delle dichiarazioni che l’ex calciatore del Bari Andrea Masiello aveva fatto agli inquirenti. Quest’ultimo avrebbe infatti parlato di ‘gente strana’ che girava nell’ambiente calcistico barese con l’obiettivo di falsare i match. Secondo l’attuale difensore dell’Atalanta, non si trattava di gente qualsiasi, bensì di esponenti della mala locale, in particolare di persone legate al clan Parisi. In questo contesto, Iacovelli avrebbe fatto da tramite tra squadra e criminalità.

L’infermiere, però, ha rimandato al mittente la ricostruzione di Masiello, confermando invece il suo ruolo nella vicenda, di aver cioè fatto da spola tra chi ‘investiva denaro’ (gli ‘Zingari‘ per conto dei vertici dell’organizzazione con base a Singapore) in cambio della dritta sull’esito della partita e chi scendeva in campo con l’obiettivo di truccare il risultato. L’interrogatorio di Iacovelli è stato secretato, come quelli di Masiello e Marco Rossi, altro ex calciatore biancorosso che ha sostenuto la tesi del suo ex compagno di squadra.

Di un altro filone delle indagini baresi si occupa il procuratore della Repubblica, Antonio Laudati, che sta indagando su presunte infiltrazioni mafiose nella gestione delle scommesse, anche per accertare se le scommesse sportive servissero pure per il riciclaggio di denaro. Per un coordinamento delle indagini penali con quelle della giustizia sportiva era stato ieri a Bari il procuratore capo della Figc, Stefano Palazzi. La sensazione che deriva da questi ultimi arresti (33 le persone finite in carcere dall’anno scorso e oltre 130 gli indagati) è che non saranno gli ultimi.

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