“Per avere un numero ufficiale dei dispersi serviranno molte ore ancora non è stato concluso l’incrocio dei dati tra lista passeggeri e persone recuperate, perché sono 4200 persone distribuite in diverse strutture”.

A parlare è Enrico Del Santos, responsabile per le relazioni esterne della guardia costiera, “filtro” per i cronisti alla Capitaneria di porto di Livorno che coordina le operazioni al Giglio. Servirà tempo: quanto? Fino al pomeriggio? “Anche di più. E’ come dover rintracciare la popolazione di un’intera cittadina”.

E non è escluso che chi manca potrebbe essere ancora intrappolato nei locali della nave. Al momento Del Santos esclude tuttavia l’individuazione di corpi nella parte sommersa della Concordia. Oltre 20 tra motovedette ed elicotteri continuano a guardare il mare intorno alla Costa Concordia, la nave da crociera che da Civitavecchia era partita per una crociera conclusa in modo drammatico dopo neanche due ore sulle secche di Gabbianara, al largo dell’isola del Giglio.

Tre passeggeri (di centinaia finiti in acqua) sono morti (probabilmente annegati), i feriti sarebbero almeno 40, i dispersi secondo l’ultimo dato del prefetto di Grosseto Giuseppe Linardi sarebbero 70 e ora è in corso una verifica casa per casa sull’isola. La centrale operativa della Capitaneria di Porto di Livorno, che coordina le operazioni in mare, lavora a velocità raddoppiata da 18 ore. Ha messo in moto centinaia di uomini e decine di imbarcazioni ed elicotteri da Livorno, Piombino, Porto Santo Stefano, Civitavecchia e a questi vanno aggiunti altri cento finanzieri del Reparto aeronavale di Livorno.

“Tutto sotto controllo, solo un guasto elettronico”, raccontano di aver sentito dire dal personale di bordo decine di passeggeri. La guardia costiera non si sbilancia. Ha già ascoltato il comandante della nave, però: “Tutto viene raccolto subito sia per l’inchiesta amministrativa sia per l’aspetto penale”.

Sul piano delle procedure d’evacuazione la guardia costiera spiega che “bisogna capire cos’è stato fatto e se è stato fatto secondo le procedure. Un abbandono nave prevede delle procedure: ogni persona dell’equipaggio ha una propria mansione nell’emergenza, quindi sarà da verificare anche questo”. E infine l’enigma più imponente: la causa di questa incredibile sciagura. La doppia falla (una a dritta e una a sinistra) non dice niente sulla dinamica originaria: potrebbe essere il prodotto del lungo tempo in cui la nave è stata in balia (tanto che ora ha la prua verso sud, anziché verso nord).

Dalla Capitaneria serrano le labbra sull’argomento (“E’ ancora presto”), ma è chiaro che il nodo sarà tutto nel chiarire se quanto è successo ha avuto come prima causa l’errore umano o il malfunzionamento elettronico. In parole povere se è stato il black out a far impazzire e sbandare la Concordia o se viceversa il ko elettronico è stato soltanto l’effetto di quella ferita di 70 metri aperta nella chiglia del gigante della flotta della Costa.

di Diego Pretini, video di Manolo Lanaro

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