I telecronisti di Sky sono i divulgatori di una neolingua. Si sono intestati questa missione perché organici a un progetto neo-televisivo che sta cambiando in profondità i codici di consumo culturale del paese, perciò agiscono e parlano come zelatori d’un verbo post-italiano. E però che palle! Urlano come Olgettine nella sala del bunga bunga, e usano un codice che ricorda quello di C2-D2, il robot nano di Guerre Stellari. Si diano una calmata, o altrimenti qualcuno provveda a sedarli.

Sabato scorso ne abbiamo sentite un paio da psicopatologia linguistica. Al 35’ della ripresa di Siena-Genoa, il senese Rossi, entrato in campo 20 minuti prima, sbagliava un facile passaggio a metà campo. Ciò che dava occasione al telecronista Gianluca Di Marzio d’esprimere la seguente valutazione: “Non bene Rossi nell’approccio alla partita e nell’impatto sulla gara”. Quanta inutile fuffa linguistica, quando bastava dire che il nuovo entrato stava giocando male.

E che dire di Riccardo Trevisani? Il modo indecoroso con cui beatifica il Barcellona durante le inascoltabili telecronache sulla Liga spinge a tifare a tutta randa contro i blaugrana. L’apice si è toccato durante l’ultimo Real Madrid-Barcellona. Al 40’ Iniesta ha provato un passaggio bello e complicato per Messi, senza risultati. Lì Trevisani l’ha sparata grossa: “Una sintassi calcistica talmente complicata che neanche Messi l’ha capita, evidentemente Iniesta è un livello ancora più su”. Bisognerebbe cominciare a prendere in considerazione una class action degli abbonati di Sky Sport; che pagano profumatamente per sentirsi annichilire di parole superflue e castronerie pallonare.

Sono già dei fenomeni quando agiscono individualmente. Sicché figuratevi cosa succede se Andrea Elefante e Matteo Dalla Vite della Gazzetta dello Sport firmano insieme un articolo. È successo nell’edizione del 10 dicembre. Il pezzo di presentazione della gara fra Inter e Fiorentina iniziava così: “Sembra un film. In parte dell’orrore. Sembra un film sì, perché Snejder se ne sta ancora dietro le quinte col muscolo dolorante e perché in fondo – neanche tanto in fondo – l’Inter si gioca tutto nelle prossime 72 ore: Fiorentina oggi e Genoa martedì. Morale: o la vita cambia in meglio o il meglio della vita sarà lottare per scampare la mediocrità”. Con questi due la mediocrità non si rischia mai.

Continua la tempesta ormonale di Alberto Manassero su Tuttosport. Il guru dei Toro Boys sta vivendo una nuova stagione testosteronica grazie alla cavalcata del Torino in B. Il suo ingrifamento è talmente forte da contagiare il resto del giornale, che domenica per celebrare la vittoria dei granata sul Pescara è andato in edicola col seguente titolo di prima pagina: “Libidine Toro”. E che dietro quel titolo ci fosse l’influenza di Manassero è dimostrato dall’incipit del suo pezzo sulla partita: “Giampiero Ventura firma il suo capolavoro e il Toro attizza libidine pura dentro i tifosi, che da tanto non entravano allo stadio così caldi e da troppo non ne uscivano così goduti”. Come direbbero gli Squallor, c’ha un Toro nelle mutande.

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