La vicenda di Luca, l’eccezionale studente de La Sapienza di Roma che ha terminato gli studi in anticipo e non può laurearsi , è una di quelle storie che fanno male al Paese e che rendono l’idea di quanto il nostro sistema possa essere indifferente a meccanismi di eccellenza e alle brillanti carriere che non siano costruite a tavolino.

Luca infatti, finiti già tutti gli esami, dovrà attendere – secondo l’Università –  circa due anni prima di discutere la tesi, già ultimata.

La vicenda purtroppo non è nuova.  È successo a Giacinto Canzona , oggi ottimo avvocato a Roma, con il quale siamo diventati amici, e che ha deciso di intentatare una battaglia – senza successo – innanzi al Tar e al Consiglio di Stato: ottenuto il diploma di laurea in anticipo, se l’è visto poi annullare. È successo ad Alessandro Gravilli e a pochi altri bravissimi studenti, che invece di vedersi riconoscere gli eccezionali meriti, si sono visti chiudere anche loro la porta in faccia. È successo anche a me, che all’epoca ho scelto di tenere un basso profilo, senza rivolgermi alla stampa, e di cominciare subito a studiare per fare il concorso in magistratura, aspettando di poter discutere la tesi che avevo già consegnato, a circa due anni dal mio primo esame universitario.

E’ facile capire  la rabbia di Luca, soprattutto perchè tutto questo accade in un Paese dove le raccomandazioni e le appartenenze (di ogni tipo: massoneria, politica, baronismo, nepotismo, ecc.) consentono di fare di tutto e di più, anche in violazione di ogni regola, e proprio a cominciare dal mondo universitario, che – quanto a trasparenza e merito nelle procedure – è diventato un esempio di negatività.

Per ora esta solo la soddisfazione, alla manciata di ex studenti che ha vissuto questa frustrante esperienza, di fare parte del club più elitario d’Italia: quello di coloro che non si sono potuti laureare perché hanno finito troppo presto gli studi, nel quale diamo il benvenuto anche all’ottimo Luca, che, per quanto possa contare, ha tutta la nostra stima e appoggio e, se lo vorrà, il nostro aiuto, nell’attesa che le Istituzioni si accorgano finalmente di queste situazioni e che, anche se a posteriori, riconoscano i giusti meriti.

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