Tra qualche mese si vota. Il regime è già pronto, farà più che mai carte false mediatiche, ne fa fede – tanto eloquente quanto indecente – la nuova trasmissione del giovedì sera affidata a Giuliano Ferrara. E dispiegherà tutta la potenza di fuoco della sua capacità corruttiva, delle sue cricche di grassatori, delle sue legioni di cortigiani, di ladri, di evasori.

Si vota, dunque, ma il cittadino democratico, avrà qualcuno da votare? Il cittadino che si è opposto alla distruzione berlusconiana della Costituzione nelle piazze, nel web, o in un silenzio che non è immalinconito a disperazione, potrà esercitare davvero il suo frammento di sovranità, potrà scegliere il suo rappresentante?

Si voterà infatti con il sistema “porcata”, liste bloccate nominate dai capi-partito, e alla Camera maggioranza del 55 % alla coalizione che arriva prima (anche con meno del 40 %!). I partiti del centrosinistra sono nel pallone, divisi su tutto, anche all’interno di ciascun partito, ma uniti nell’inossidabile volontà di tenersi stretto il monopolio delle candidature, di impedire che la società civile faccia irruzione nella competizione elettorale e nella vita istituzionale.

In questo modo lavorano per il regime, per risuscitare uno zombie (sarebbe la terza volta!) che in tutto il mondo (putinismi esclusi) suscita ormai solo conati di disprezzo, incredulità, rigetto. Il centrosinistra nei vent’anni che ci dividono da Mani Pulite ha infatti perso sempre e solo perché ha respinto come “antipolitica” gli slanci, la passione civile, le lotte della “cittadinanza attiva”, costringendola a rifugiarsi nella rabbia del non-voto. Le cui dimensioni superano largamente il 10%. Decisivo per il risultato.

Perciò, se si vuole liberare l’Italia dal regime, anziché consegnarla a un baratro fascisteggiante, la strada è obbligata: ogni partito democratico deve indire primarie aperte (anche ai non iscritti) per scegliere i candidati alla Camera e al Senato. Ripetiamolo: non solo il candidato premier, ma i candidati al Parlamento. E tutti i partiti di centrosinistra devono aprire la coalizione a liste autonome della società civile.

Senza questo duplice, impegnativo, solenne e immediato impegno, un regime moribondo per dismisura di malaffare, potrebbe ritrovare l’ossigeno della “mancanza di alternativa”. Perché sarebbero milioni i cittadini che rifiuterebbero di accomodarsi tanto nella padella delle vecchie nomenklature quanto nella brace dei Renzi & Co., sponsorizzati a paginate dal Foglio di Arcore.

Il Fatto Quotidiano, 29 ottobre 2011

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