A una settimana dal congresso provinciale di Varese, che ha definitivamente spaccato la base del Carroccio dal fantomatico cerchio magico di Umberto Bossi, spunta il primo video di quanto accaduto durante i lavori. I circa trecento delegati si erano riuniti a porte chiuse, cacciando i giornalisti fuori dalla struttura dove si sarebbe dovuto svolgere l’elezione. Ma Bossi ha imposto un candidato unico: Maurilio Canton; pretendendo anche l’acclamazione. Quando Gibelli ha spiegato l’intenzione del Capo dalla sala si è levato il coro: “Voto, voto, voto”. Roberto Maroni, seduto in prima fila, assisteva quasi soddisfatto alla scena. Il voto non c’è stato, Canton è stato nominato segretario provinciale e si è scatenata la polemica interna, con molti sindaci e amministratori locali che si solo ribellati e hanno contestato apertamente il Senatùr. Le polemiche non si sono mai placate.

Lunedì scorso, infatti, davanti alla sede provinciale era apparso un manifesto che esprimeva chiaramente il sentimento dei militanti, delusi dall’atteggiamento tenuto dal Senatùr: “Canton segretario di chi? Di Nessuno”. E per tutta la settimana le polemiche si sono rincorse, tanto che è apparsa persino una lista di 47 leghisti considerati vicini a Maroni e quindi da epurare dal partito. Elenco stilato da via Bellerio ma poi smentito da Canton. Eppure il sindaco di Varese, Attilio Fontana, inserito al numero uno della lista, ha scritto una lettera al segretario provinciale: “E’ vero che ci vuoi espellere?”, ha scritto il primo cittadino. La parte più rilevante della missiva è nel finale. In un post scriptum: “Questa mia richiesta viene fatta anche a nome dei tanti bravi amministratori e militanti che si vedono ingiustamente additati come dei reprobi. Non solo… Ho ricevuto proprio in questo momento una telefonata del Ministro Maroni, che si sente offeso dal non essere stato inserito in questa ipotetica lista, al numero 1!”.

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