Questo è un appello. A chiunque faccia parte delle istituzioni (ammesso che leggano questo sito…). Uso questo spazio per richiamare l’attenzione sul dramma dell’equipaggio della Savina Caylin, da sette mesi ostaggio di pirati somali. In assenza di segnali dall’armatore e dalla politica estera italiana, i pirati minacciano ora di torturare i marinai nelle loro mani.

Non sono stupito, solo indignato. Da sempre, nel Paese che vanta la più lunga e ricca tradizione nautica del mondo (dagli etruschi ai romani, dalle repubbliche marinare a Caboto, a Colombo, a Doria e fino alla Sensini, a Bianchetti, a Soldini, e al ruolo di leader mondiale che l’Italia ancora detiene nella cantieristica navale a motore), nessuno si cura della vita e della salute dei marinai. Ciò che avviene in mare viene sistematicamente ignorato da media e opinione pubblica, per non parlare della politica.

Faccio appello ai fratelli d’Amato, armatori della Savina Caylin, e al Ministero degli affari esteri. A chiunque possa anche solo tangenzialmente far sentire la sua voce e premere sulle decisioni. Che la faccia sentire adesso, quella voce. Salviamo quei marinai, facciamo in modo che le loro sofferenze e la loro segregazione vengano immediatamente interrotte.

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