E’ durato circa due ore l’interrogatorio di garanzia di Lele Mora, l’impresario dei vip arrestato martedì scorso per bancarotta fraudolente aggravata per aver distratto dalla LM Management, la società fallita un anno fa, circa 8 milioni e mezzo di euro. Mora, come avevano annunciato anche i suoi legali, ha risposto alle domande del gip Fabio Antezza. All’interrogatorio erano presenti anche i pm Eugenio Fusco e Massimiliano Carducci titolari dell’indagine.

Prima dell’interrogatorio di garanzia, che si è tenuto nel carcere di Opera, l’avvocato Nicola Avanzi, che insieme al collega Luca Giuliante difende il talent scout, ha ribadito quanto già detto nei giorni scorsi: “Risponderemo alle domande”. Quanto al suo assistito che si trova in cella e che ieri ha ricevuto il libro di Giampaolo Pansa ‘Il sangue dei vinti’, il legale ha affermato: “Sta affrontando la prova con grande dignità”.

Nell’ambito dell’inchiesta è stata avviata una rogatoria in Svizzera per tentare di recuperare una cospicua somma di denaro, quantomeno gli oltre 2 milioni e mezzo di euro frutto di un prestito da parte di Silvio Berlusconi attraverso assegni circolari firmati dal suo uomo di fiducia Giuseppe Spinelli. Da quanto si è saputo, già ieri Mora attraverso un avvocato svizzero ha depositato al procuratore cantonale una dichiarazione in cui non intende opporsi alla rogatoria.

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