Nessun attacco da parte degli hackers. Per il momento è questa l’unica certezza che Skype ha fornito ai circa 800 milioni di utenti che in tutto il mondo usano il servizio voip, (voice over Internet protocol) per le loro telefonate e chat.

L’annuncio è stato dato attraverso il profilo Twitter del software poche ore dopo il crollo che si è verificato durante le prime ore del mattino. “Qualcuno di voi potrebbe avere dei problemi ad accedere a Skype ed effettuare chiamate: stiamo indagando e speriamo di avere dettagli da condividere al più presto”, spiegavano i tecnici sul social network.

Dopo un ringraziamento per la pazienza, nel giro di un’ora gli informatici avevano già messo in rete le prime soluzioni, in attesa di altre più semplici per rimediare al problema, con varie differenziazioni e specifiche a seconda del sistema operativo dei computer.

Nel frattempo la rete, da Mashable a Webnews fino ai social network, aveva condiviso le informazioni a disposizione.

La caduta, come dimostrano i tweet, ha coinvolto pressoché ogni parte del mondo, anche se a macchia di leopardo: nello stesso ufficio alcuni account erano inaccessibili, altri invece funzionavano perfettamente. Su Internet circolavano notizie, rchieste d’aiuto e possibili soluzioni in praticamente ogni lingua del mondo: dal tedesco fino al greco o al giapponese.

C’è anche chi ne ha approfittato per lanciare qualche stilettata contro l’azienda creata nel 2003 da Zennstrom e Friis: “Il crash è globale. Adesso sapete che si tratta di un prodotto Microsoft”. Oppure: “Non funziona? Sintomo di tutto quello su cui Microsoft mette le mani”. Battute che si riferiscono alla recente notizia dell’acquisto del gruppo telefonico da parte del colosso di Bill Gates, costretto a causa dei debiti a rinunciare alla quotazione in Borsa.

Nonostante l’ironia, Skype non è nuova al problema. Un disservizio della stessa portata si è verificato anche lo scorso dicembre. In quel caso la caduta era dovuta agli aggiornamenti dei “supernodi”. Come spiega il blogger Andre Beggi in uno dei suoi post, “Skype usa un’architettura detta a “supernodo P2P”, attraverso cui sono gestite tutte le comunicazioni. Piuttosto che su un grosso server centrale, i client interagiscono tra di loro, per supportare la rete. La partecipazione del client alla rete Skype è il mezzo attraverso il quale la rete stessa si sorregge”. Se si blocca uno di questi supernodi che “smistano” il lavoro, il crash è servito.

In questo caso però Skype non è ancora in grado di fornire spiegazioni sull’accaduto (al momento stanno ancora indagando non solo in merito alla causa, ma anche alla portata del danno per gli utenti). Ancora tutti in riunione, ovviamente, a chi funziona, su Skype.

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