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Siria, blitz e rastrellamenti dell’esercito
Oltre 300 arresti a Saqba

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Un dimostrante espone un cartello con queste parole: "Assad, un gatto con Israele, un leone contro la sua gente"

Il regime siriano si prepara ad affrontare un nuovo “venerdì della collera” e fa piazza pulita dei dissidenti pronti a guidarlo. Il generale Riad Haddad ha annunciato che l’esercito siriano inizierà oggi a ritirarsi da Deraa, la città del sud teatro delle manifestazioni antigovernative. “L’esercito ha completato la propria missione a Daraa e comincerà a ritirare le truppe nelle prossime ore” – ha detto il generale, direttore del dipartimento politico dell’esercito siriano -. Ciò avverrà progressivamente e la vita normale riprenderà in questa città”, ha aggiunto. Tuttavia nella notte centinaia di soldati siriani in tenuta da combattimento hanno arrestato oltre 300 persone nel sobborgo di Saqba, poco fuori Damasco. “Hanno approfittato del buio”, ha detto un attivista dei diritti umani, “avevano una lista di individui e sono andati a scovarli casa per casa. In tutto saranno stati 150”. Secondo un testimone oculare, citato dalla tv satellitare al-Arabiya, “hanno tagliato le comunicazioni prima di entrare. Non c’è stata resistenza. Le dimostrazioni a Saqba erano state pacifiche”.

Secondo l’organizzazione Insan, dal 15 marzo scorso – quando cominciò la protesta contro il clan del presidente Bashar al-Assad – sono finiti in carcere 8mila dissidenti. Dello stato di salute di gran parte di loro il regime non lascia trapelare alcuna informazione.

Intanto arriva un nuovo appello del segretario generale dell’Onu, Ban Ki-Moon alle autorità siriane per la fine immediata delle violenze e degli arresti di massa di manifestanti pacifici. Parlando per telefono con il presidente Bashar al-Assad, Ban si è pronunciato a favore di un’inchiesta indipendente sulle violenze. Ban ha quindi chiesto al governo di Damasco di attuare rapidamente e nella loro completezza le riforme annunciate e di coinvolgere tutti i partiti nel dialogo.

Durante la conferenza stampa con Hillary Clinton, il ministro degli esteri Franco Frattini ha annunciato che sono pronte sanzioni della comunità internazionale contro la Siria: “Dobbiamo moltiplicare le azioni politiche e gli appelli per sensibilizzare il Governo siriano per cessare le violenze e cercare di riprendere un percorso di dialogo”.

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