Il processo breve non piace nemmeno ai vescovi. Dopo la bocciatura di opposizioni, magistrati, parenti delle vittime di Viareggio e dell’Aquila, il quotidiano della Cei Avvenire critica la norma approvata ieri dalla Camera per abbreviare la prescrizione agli incensurati nei processi di primo grado. “Al di là delle partigianerie – si legge in un editoriale a firma Danilo Paolini – i nodi della giustizia non saranno sciolti”. Perché come tali “non vanno intese le urgenze del presidente del Consiglio di risolvere i propri guai con taluni magistrati di Milano e la costanza (non priva di forzature procedurali, né, talvolta, perfino di venature d’astio) con la quale questi ultimi lo incalzano ormai da quasi vent’anni, bensì proprio la lentezza dei processi civili e penali”.

Secondo il quotidiano dei vescovi, più che chiedersi a che cosa servirà la nuova norma, “sarebbe meglio chiedersi a che cosa non servirà questa legge, per convenzione e sintesi giornalistica definita ‘sul processo breve’. E la risposta è che purtroppo non servirà ad abbreviare i tempi dei processi. Come tutti i testi analoghi da cui è stata preceduta, potrà soltanto prendere atto, di volta in volta, di un fallimento: quello di uno stato che non riesce a garantire una sentenza definitiva in tempi ragionevoli. Ma questa è la radiografia del male, non la cura”.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Ribadisco: Berlusconi si abbatte politicamente

next
Articolo Successivo

Pdl, Alfano successore? Le correnti insorgono
Matteoli: “B non può dare investiture”

next