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La Mazda non è colpevole

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La notizia è di ieri, ed è giuridicamente clamorosa: “Si uccise per il troppo lavoro. Mazda condannata a risarcire la famiglia. Venne ridicolizzato e accusato di inefficienza. L’azienda automobilistica dovrà versare 560 mila euro”. Ebbene, io sono fermamente contrario a questa condanna.

Sono contrario perché quell’uomo poteva scegliere. Ognuno può scegliere. Ognuno sceglie, ogni giorno. E non venitemi a dire che quel signore aveva il mutuo da pagare, aveva una moglie, dei figli. Non conosco il suo stato di famiglia, ma non mi interessa. Lui ha accolto lo schema, lui ha accettato di perdere la dignità diventando uno schiavo. Lui è stato stritolato dalla sua stessa trappola. Ne è morto volontariamente. Dunque non provo alcuna pietà. Nonostante quel che penso e ho scritto sul capitalismo e le aziende contemporanee, per me la Mazda dovrebbe essere assolta.

Quando un uomo perde ogni rispetto per se stesso, quando invece di cercare dignitosamente la propria via si vende così, pronto a tutto pur di restare nei ranghi, pur di godere di un qualche straccio di ruolo sociale, ha già rinunciato alla sua vita. Perderla mi sembra la naturale conseguenza. Di fronte a tanto spreco, a tanta irresponsabilità, perfino il grande nemico, il denaro, e il suo sacerdote, l’economia, diventano meno colpevoli.

Basta con la distrazione delle responsabilità. Nessuno ci viene a prendere a casa se la mattina non vogliamo andare nei campi di cotone a spezzarci la schiena. Nessuno ci impone nulla. Neppure il Sistema lo fa. Tenta, certo, ci rimpinza la testa di stupidaggini, vuole farci credere che se lo segui diventi felice, pieno di oggetti, accettato in quanto lavori, produci, consumi, sprechi. Ma qualcuno, normodotato, può ancora credere a questa favola dell’orrore? E se la favola, poi, una volta accettata, come in un romanzo di Stephen King, diventa realtà e stritola il malcapitato, chi potrebbe stupirsi?

Un tempo il potere era della politica e si votava per eleggerlo e sostenerlo, col media delle opinioni. Oggi il potere è dell’economia e della finanza, e il gesto del voto è stato sostituito col gesto d’acquisto, e il media è il denaro usato male. Con tutto quello che lo precede e lo segue… Il problema non è che il soldato muoia, ma essere andati in guerra.

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