L’insulto «comunista al cachemire» è roba vecchia: risale ai tempi lontanti di Bertinotti, e Berlusconi l’ha riciclata per D’Alema come fa con le barzellette nei festini di Arcore.

Ora qualcuno l’ha ripresa, decontestualizzandola dalla politica al calcio: Franz Beckenbauer, ex grande calciatore e presidente onorario del Bayern Monaco, ha dato del «maleducato in cachemire» a José Mourinho, l’allenatore del Real Madrid che nella finale di Champions League ha sconfitto, guardacaso, il Bayern Monaco.

So poco di politica, ancor meno di calcio. Ma conosco l’umanità. E l’invidia: per l’eleganza naturale da parte di chi non riuscirà mai a risplendere nemmeno se vestito da Caraceni o da Chanel. Per il successo (nello sport, nel lavoro, nell’arte) di chi usa il cervello da parte di chi punta sulla forza (dei muscoli, delle conoscenze, del denaro). Per chi sale pensando alto da parte di chi sprofonda annegando nel luogo comune. Per chi è amato da parte di chi mendica amore. O paga i suoi cortigiani e le sue escort.

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