In Sicilia ci sono 416 presidi in carica da quattro anni grazie a un concorso truccato. Invano gli esclusi hanno cercato di chiedere la ripetizione delle prove: nulla da fare. E questo nonostante una lunga sequenza di sentenze e ordinanze che davano loro ragione. Ora è intervenuto il Consiglio di stato, che ha nominato un commissario “ad acta” perché sia indetto un nuovo concorso che metta tutti i concorrenti sullo stesso piano.

Una vicenda paradossale che il ministro Maria Stella Gelmini ha tollerato, permettendo che il suo direttore scolastico regionale lasciasse “congelati” i presidi in carica in modo abusivo senza rimediare all’ingustizia subita dai candidati messi fuori gara. Come si legge nei numerosi ricorsi presentati dai “bocciati” al termine della prova scritta del concorso, centinaia di temi non erano stati neppure corretti. Accusa inconfutabile perchè i tempi impiegati per la valutazione delle prove erano talmente ristretti da rendere praticamente impossibile qualsiasi forma di correzione: la commissione aveva infatti candidamente ammeso di aver impiegato mediamente due minuti per ogni compito. In definitiva per anni è stata tollerata una colossale operazione di favoritismi a cui ora però sarà necessario porre rimedio: si aspetta infatti che il commissario ad acta nominato dal consiglio di Stato (un ruolo ricoperto da un magistrato) indichi il nuovo concorso, per i “congelati” e per i bocciati. Sperando che questa volta siano seguite le regole, che cioè vengano scelti presidi in base al merito e non alla raccomandazione. E’ il minimo che si possa pretendere, anche se per anni c’è chi ha ricoperto un incarico in modo abusivo e con una retribuzione ben superiore a quella di chi, come i bocciati, è rimasto un semplice insegnante.

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