Caracas, 3 gen. (Adnkronos) - "In questo momento non si sentono bombardamenti, attacchi. Sappiamo che sono state colpite varie installazioni anche abbastanza vicine all'ambasciata. In altre località, sia portuali che installazioni aeronautiche, la situazione resta molto incerta. Io sono in contatto continuo con l'Onorevole Ministro Tajani. La nostra prioritaria preoccupazione è ovviamente l'incolumità dei nostri connazionali, a cui raccomandiamo di restare in casa". Lo ha detto a Rai News24 l'ambasciatore a Caracas Giovanni Umberto De Vito, aggiungendo che "siamo in contatto e siamo mobilitati attraverso i due consolati, quello di Caracas e quello di Maracaibo. Per il momento non abbiamo particolari segnali da parte dei connazionali e stiamo monitorando costantemente la situazione".
"Noi da settimane siamo in contatto con la Farnesina - ha detto ancora l'ambasciatore - Siamo in contatto con la collettività italiana, con tutti i consoli e i consoli onorari, ci siamo preparati da settimane con tutte le possibili piani di contingenza per poter garantire la massima assistenza in caso di bisogno ai nostri connazionali. I nostri concittadini sono la nostra priorità, ci stiamo lavorando da settimane. È chiaro che in questo momento quello che noi raccomandiamo è di rimanere nelle abitazioni, quindi di non uscire per strada. La situazione è talmente fluida e incerta, che noi raccomandiamo vivamente di tenersi in contatto con l'ambasciata, con i consolati, ma di non uscire per strada e evitare qualsiasi spostamento in questo momento".
"Siamo in allerta - ha detto ancora De Vito - Cerchiamo di mantenere il controllo della situazione e soprattutto di evitare allarmismi. Ovviamente la nostra priorità sono i connazionali, qui la collettività è molto numerosa. Sono circa 160.000 gli italiani in tutto il paese, la maggior parte sono doppi cittadini, ma ci sono anche alcuni expat che sono qui per motivi di lavoro, anche motivi di turismo, quindi la nostra priorità è assolutamente garantire la loro incolumità e fare tutto il possibile per dare loro ogni eventuale assistenza. Quanto a eventuali voli per riportarli in Italia, non parlerei di questo perché lo spazio aereo è chiuso e non c'è proprio la possibilità materiale di organizzare dei voli in questo momento".