“Il Paese che si avvia a celebrare l’unità d’Italia è stufo di duelli, insulti e regolamenti di conti”. Così si esprime Famiglia Cristiana nel Primo Piano che sarà pubblicato domani e anticipato sul sito Internet www.famigliacristiana.it. “Una politica responsabile, che miri al bene comune – si legge nell’editoriale dedicato alla situzione politica italiana – richiederebbe oggi, da tutti, un passo indietro, prima che il Paese vada a pezzi, e un’intesa di unità nazionale (e solidale) che restituisca ai cittadini il diritto di eleggersi i propri rappresentanti. Anche la questione morale è ormai arma di contesa. Dalla politica “ad personam” siamo al “contra personam”. Ma la giusta esigenza di chiarezza vale per tutti. Sia per chi ha la pagliuzza che per chi ha la trave nell’occhio. La clava mediatica (o il “metodo Boffo”) contro chi mette a nudo il re è un terribile boomerang”.

“Non più comparse da soap opera, ma persone di provata competenza e rigore morale”, aggiunge il settimanale dei Paolini. ”Minacciare il ricorso alla piazza o tirare a campare con una tregua armata non sana le profonde ferite di questi giorni – continua – tantomeno ridà credibilità a una politica offuscata da ampie zone d’ombra. Il Paese è paralizzato sotto ricatto. Leggi e favori, come al ‘mercato delle vacche’, sono oggetto di baratto: federalismo in cambio di intercettazioni. I dossier vanno e vengono dai cassetti, con minacce di ‘bombe esplosive’ (ma chi sa, perchè non parla già ora?)”. Secondo Famiglia Cristiana, “manca, come ha scritto il presidente del Censis Giuseppe De Rita, una cultura politica della complessità e del suo governo. S’è perso di vista il bene prioritario del Paese, come ha ammonito il cardinale di Milano, Dionigi Tettamanzi, nell’omelia dell’Assunta”.

E ancora, con evidente riferimento alle polemiche di questi giorni, il giornale avverte: “Disfattista non è chi avverte il pericolo e fa appello al senso etico, ma chi è allergico al rispetto di regole e istituzioni”. “Con politici lontani dai problemi delle famiglie, che stentano a vivere, ogni giorno alle prese con poverta’ e disoccupazione, soprattutto giovanile, settembre riservera’ un brusco risveglio. La ripresa e’ debole, soggetta alla pesante concorrenza dei nuovi mercati dell’Estremo Oriente. A scuola, anche quest’anno, la campanella suonera’ a vuoto per decine di migliaia di docenti precari”.

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