Pubblichiamo il botta e risposta con L’Agcom in seguito all’articolo Rai, Nasce il Comitato di controllo di Carlo Tecce

ANSA DELLE 18.10

 

"Siamo contenti che l’Agcom confermi l’intenzione di creare un comitato esterno all’azienda Rai" . Questa la risposta dell’autore dell’articolo pubblicato oggi su Il Fatto, Carlo Tecce in una nota concordata con la direzione del quotidiano. "L’Autorità – aggiunge Tecce – si confonde sapendo di farlo: il contratto di servizio 2007/09 prevedeva un Comitato scientifico composto da sei membri, scelti tra personalità di notoria indipendenza di giudizio e di indiscussa professionalità, di cui tre designati dalla Rai, uno designato dal Consiglio Nazionale degli Utenti, uno designato dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e uno designato dal Ministero, con funzioni di Presidente del Comitato. Una previsione – continua – ben diversa da un sistema di valutazione della qualità – come si legge nelle linee guida approvate dall’Autorità -, un organismo nominato dalla Rai ma scelto dall’Agcom e dal ministero".

 

"Se davvero non si auspicano cambiamenti, perché l’Agcom non ha chiesto al ministero – domanda Tecce – di riprendere il testo presente nel vecchio contratto di servizio? Sarebbe curioso capire cosa intende per qualità l’Agcom, noi crediamo che un organismo del genere rischi di limitare la libertà dei giornalisti e delle trasmissioni e non sarà istituito per interpretare il sesso degli angeli".

ANSA DELLE 13.38

 

L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni esprime in una nota "grande sorpresa per alcune notizie di stampa relative alle linee guida del contratto di servizio della Rai 2010-2012 inviate al ministero per lo Sviluppo economico per il prescritto concerto". In particolare, sottolinea l’Autorità smentendo quanto riportato oggi dal Fatto Quotidiano e sottolineato dall’esponente Idv Pancho Pardi, "la tesi secondo cui, attraverso l’istituzione di un organismo di controllo, non indipendente, ma nominato dal Governo, si – imbavaglierà l’informazione ancor di più di quanto non sia adesso- -, risulta del tutto infondata; anzi, si tratta di una ricostruzione tendenziosa che rovescia la realtà dei fatti".

"Innanzitutto – spiega l’Agcom – la previsione di un organismo di valutazione riguarda esclusivamente la qualità dell’offerta dei programmi e non l’informazione radiotelevisiva. Si tratta di una previsione che era già contenuta nelle linee guida e nel contratto di servizio della Rai per il triennio 2007-2009 e l’organismo esterno di valutazione della qualità ivi previsto si è già costituito alla fine del 2007".

"Le nuove linee guida – continua l’Autorità – rafforzano anzi l’indipendenza di tale organismo, il quale sarà nominato dall’Autorità d’intesa con il ministero, mentre il contratto di servizio attuale prevedeva che il presidente del Comitato fosse direttamente nominato dal ministero. Le nuove linee guida prevedono inoltre che i risultati delle rilevazioni dovranno essere resi pubblici e che sul grado di soddisfazione degli utenti dovranno essere ascoltate periodicamente le associazioni dei consumatori".

"Sul tema del cosiddetto Qualitel – ricorda ancora la nota – l’Autorità si è in questi anni sempre impegnata attivamente, convinta che la qualità dell’offerta radiotelevisiva costituisca un fine strategico e un tratto distintivo del servizio pubblico. Generi come il teatro, la musica classica, i programmi culturali sono spariti dal servizio pubblico. Pretendere un servizio pubblico di qualità come in Inghilterra o Francia non è una censura dell’informazione che, anzi, nelle linee guida viene valorizzata, anche con riferimento agli atti d’indirizzo della commissione parlamentare di Vigilanza. Si tratta quindi di una questione di civiltà democratica e di rispetto per i cittadini che pagano il canone, come da sempre sostenuto dal Consiglio nazionale degli utenti".