Roma boccia l’intitolazione della scuola e molti comuni omaggiano il giornalista.
 
È una bella giornata di sole a Candiolo, provincia di Torino, dove Bice e Carla Biagi hanno appena inaugurato una nuova biblioteca. Intitolata a loro padre, Enzo Biagi. È una specie di vittoria della provincia nei confronti della capitale, visto che il 25 settembre, da Roma si erano levate ben altre note. La scuola Pierello del XX Municipio resta intitolata al soldato caduto in Libia nel 1941. Un martire della patria (in piena epoca fascista), il cui nome non è barattabile, per l’ufficio scolastico provinciale, con quello del giornalista morto nel 2007 a 87 anni.

Ieri, invece, l’assessore regionale alla cultura del Piemonte, Gianni Oliva, taglia il nastro della nuova biblioteca Enzo Biagi in una piccola città di 5.700 anime. Assieme al sindaco Valter Morino (Pd) e soprattutto assieme a Bice e Carla Biagi. “La polemica – dice Carla – non ci appartiene. È la nostra formazione. Come nostro padre, preferiamo parlare di quella parte della società italiana che è viva, vigile, piena di idee e progetti. Sul fatto che qualcuno a Roma non ritenga opportuno non intitolare una scuola a Enzo Biagi, preferisco non dire nulla”. Semmai, a Bice dispiace molto per chi aveva lavorato per realizzare questo gesto simbolico. “Mi rammarico per la dirigente dell’istituto che ne aveva fatto richiesta, ed è un vero peccato che la decisione sia stata rivista all’ultimo minuto. Visto che tutto sembrava pronto e l’inaugurazione era fissata per l’inizio di ottobre. Infine mi dispiace molto per la memoria di mio padre. Un uomo che sarebbe stato orgoglioso di essere ricordato in una scuola, visto che per lui comunicare con i giovani era fondamentale”.

Sul perchè qualcuno si sia opposto, Bice Biagi risponde dicendo che, evidentemente, “l’indipendenza e la libertà di pensiero che mio padre ha sempre incarnato danno ancora fastidio a qualcuno. Ma Roma e Milano sono in ritardo rispetto al resto d’Italia: sono sempre più convinta che oggi la provincia sia il vero volto del nostro paese”. Le figlie di Biagi parlano infatti del loro personale ‘giro d’Italia’, visto che sono molte le città entusiaste di possedere un luogo , una strada, un monumento, dedicato al giornalista scomparso. “A Fucecchio gli hanno dedicato una piazza – continua Bice – a Pistoia un ponte, cui tengo in particolare perchè i ponti esistono per unire le sponde. A Bologna, nella biblioteca Salaborse, a mio padre hanno dedicato l’auditorium. Preferisco parlare di questo. Delle tantissime persone entusiaste e grate che incontriamo in tutto il paese”. È questo il messaggio più forte che arriva dalle figlie dell’ideatore del Rotocalco televisivo. “C’è un Italia migliore – aggiunge Carla Biagi – di quella dei circoli ‘esclusivi’ delle grandi città. Esiste un mondo più costruttivo, che andrebbe raccontato, una grandissima parte dell’Italia che lavora per la partecipazione e la condivisione. Lo dico perchè giriamo molto soprattutto da quando nostro padre è morto: esiste un’enorme vitalità nelle città italiane. Lo affermo a maggior ragione quando ci sono delle polemiche, che creano disagio a noi, in quanto figlie, ma soprattutto coinvolgono la memoria di Enzo Biagi. Un uomo rispettoso ma con la schiena dritta. Che è stato un partigiano durante la Resistenza ed è morto partigiano. Un uomo libero che non voleva stare simpatico a tutti. E sapeva che l’indipendenza lo avrebbe reso poco simpatico a molti”. Infatti, Biagi ha lasciato un segno forte e anche le polemiche lo dimostrano. Così come lo dimostrano i tanti omaggi.

“A Candiolo – dice il sindaco Morino – nessuno ha avuto dubbi: volevamo la biblioteca Enzo Biagi. L’ho proposto io durante la scorsa legislatura, quando ero assessore alla cultura. L’idea è piaciuta a tutti in Giunta. Ma visto che siamo un piccolo centro abbiamo voluto chiedere ai cittadini cosa ne pensassero. E abbiamo trovato un’approvazione generale: qui Biagi è un simbolo. Non solo della libertà di stampa, ma dell’antifascismo. Che nel nostro comune è un tema ancora molto sentito, per fortuna”. Così, mentre a Roma la scuola Biagi non è nata, in via Gioberti, a Candiolo, la biblioteca Biagi è appena stata inaugurata.

di Elisa Battisini (da Il Fatto Quotidiano n°5 del 27 settembre 2009)