» Politica
venerdì 19/08/2016

Boschi, al fratello della ministra incarico da 150mila euro con la coop rossa

L’irresistibile ascesa del secondogenito. Commercialista 33enne, Emanuele ha avuto una ricca consulenza dal colosso cooperativo Ccc
Boschi, al fratello della ministra incarico da 150mila euro con la coop rossa

E due. Dopo il lavoro offerto all’ingegnere Pier Francesco Boschi, 28 anni, da parte della Cmc di Ravenna ecco un’altra grande cooperativa rossa che sceglie tra tanti commercialisti proprio Emanuele Boschi, 33 anni, per seguire la ristrutturazione societaria più delicata della sua storia. Boschi jr (la sorella ministro ha due anni in più) ha ricevuto un incarico di consulenza per oltre 150 mila euro dal Ccc di Bologna, il Consorzio Cooperative Costruzioni nato nel 1912 con il nome di Consorzio fra le cooperative di birocciai, carrettieri ed affini. L’incarico sarebbe top secret visto che il Ccc ed Emanuele Boschi non hanno voluto offrire dettagli né tanto meno la cifra esatta del compenso. Il Fatto ha tentato di contattare Boschi tramite l’ufficio stampa della sorella ma non ha ottenuto risposta.

Nel giro dei professionisti che hanno lavorato all’operazione societaria, sotto garanzia di anonimato, si ottiene qualche dettaglio in più. L’incarico di Boschi sarebbe duplice: da un lato la cosiddetta due diligence sulle attività del Ccc; dall’altro l’assistenza, in team con altri quattro professionisti, con particolare attenzione alle problematiche fiscali, in tutti i passaggi dell’operazione societaria che ha dato vita al nuovo Consorzio Integra. Composto da 116 soci industriali (tra i quali le maggiori realtà della Legacoop, come Cmc e Camst) Integra è nato dall’intuizione del presidente Vincenzo Onorato grazie ai tre soci finanziatori, tra i quali spicca Coopfond, il fondo mutualistico della Legacoop guidata da Mauro Lusetti.

Il Ccc, in profonda crisi come molte coop rosse, ha tenuto immobili, partecipazioni, debiti e 86 dipendenti. Un po’ acciaccato dagli anni e dalla crisi, sbrigherà le sue faccende lasciando libera la nuova società Integra di correre con gli ordini e gli appalti in corso senza la zavorra delle passività. L’obiettivo, ambizioso, è quello di salvare con gli utili anche Ccc.

Si tratta di un’operazione di sistema per le coop che interessa indirettamente anche la politica. Ccc ha in corso lavori delicati come il People Mover, il treno leggero tra l’aeroporto e la stazione di Bologna sull’assegnazione del quale è in corso il processo per turbativa di gara. In passato Ccc è stato coinvolto in altre inchieste come quella sul “sistema Sesto San Giovanni” e su Filippo Penati che si sono chiuse con assoluzioni o prescrizioni. I consulenti impegnati sono una decina, dall’ex giudice costituzionale Sabino Cassese al privatista Massimo Zaccheo fino all’avvocato Marco Annoni.

Il team che ha seguito più da vicino l’operazione è composto di cinque professionisti. La parcella per tutti alla fine dovrebbe essere pari a circa 800 mila euro. Due su cinque sono vicini al mondo cooperativo emiliano: il commercialista Domenico Livio Trombone, modenese, presidente di Carimonte holding nonché sindaco di Cpl Concordia, Unipol e Coopsette poi nominato anche presidente di quel che resta di Ccc; il professor Pier Luigi Morara, consigliere di Unipol e Camst. Segue il terzetto più vicino al giro renziano: l’avvocato Leonardo Romagnoli, 55 anni, nominato dalla giunta Renzi nel 2009 nel consiglio della Ataf Spa, la municipalizzata dei trasporti, studio a Firenze, nel 2015 nominato anche commissario straordinario del gruppo Cantarelli di Cortona dal ministero retto allora da Federica Guidi. Poi c’è il tributarista Jacopo Lisi, che nel 2015 ha preso con un collega un altro incarico da 36 mila euro per la scissione della Silfi, la municipalizzata dell’energia di Firenze, il cui presidente è Federico Lovadina, socio di studio di Boschi jr e Francesco Bonifazi, avvocato deputato e tesoriere del Pd.

L’operazione, avviata nel giugno del 2015, ha dato vita a Integra: 42 milioni di euro di capitale, due miliardi di portafoglio lavori, il nuovo soggetto continuerà a fare il mestiere dell’antico Consorzio Ccc, cioé gestire le gare per le tante coop consociate per un giro di affari di 6 miliardi. Onorato è ora il presidente e direttore generale della nuova Integra mentre Domenico Livio Trombone è il presidente del consiglio di gestione della vecchia Ccc al quale restano comunque 210 partecipazioni. Il Giornale a luglio ha scritto di “una serie di incontri avvenuti nei mesi scorsi presso lo studio di Francesco Bonifazi, avvocato, parlamentare e tesoriere del Pd nonché ex fidanzato del ministro Maria Elena Boschi”. Attorno al tavolo, secondo Il Giornale, ci sarebbero stati Bonifazi, l’avvocato Romagnoli, il presidente Onorato e Emanuele Boschi. Insomma lo zampino di Bonifazi ci sarebbe ma la parcella – risulta al Fatto – è tutta di Boschi.

Il suo compenso non si discosta molto da quella degli altri quattro componenti più anziani del team: Lisi, Romagnoli, Morara e Trombone e dovrebbe essere di poco superiore ai 150 mila euro, solo per lui. Non male per un professionista 33enne assunto in Banca Etruria nel 2007, quando il padre non era ancora consigliere, e poi per 5 anni process analyst e per due anni cost manager della banca, due posizioni che poco hanno a che fare con le ristrutturazioni societarie. Emanuele ha avuto la buona idea di defilarsi alla vigilia del crac della banca nella quale il vicepresidente era ormai il padre Pier Luigi, nell’aprile del 2015 è andato a lavorare a Firenze nello studio BL di Francesco Bonifazi e Federico Lovadina in via Mantellate 9. Maria Elena Boschi, Francesco Bonifazi e Federico Lovadina vengono tutti dallo studio Tombari di Firenze. Non stupisce quindi che l’amico del ministro abbia preso sotto la sua ala il fratellino. Stupisce invece la rapidità con la quale il giovane Boschi ha superato il reddito dichiarato dal suo mentore. Bonifazi, nel 2013, quando è diventato deputato, dichiarava appena 86 mila euro, saliti nel 2014 a 174 mila e nel 2015 a 270 mila euro.

Emanuele Boschi con la sua parcella da 150 mila euro da Ccc ha fatto arrossire il maestro. Dal giugno 2015 Boschi jr. è anche presidente della società Mantellate Nove Srl di cui Bonifazi e Lovadina sono soci al 25 per cento ciascuno.

Sarebbe molto interessante sapere a quanto ammonta il reddito complessivo di Emanuele Boschi nel 2015, per farsi un’idea del rilievo proporzionale dell’incarico. In fondo parliamo del fratello del ministro, legato al tesoriere del primo partito italiano, partito legato alle coop rosse da una storia antica. La pubblicazione delle dichiarazioni dei redditi dei congiunti dei ministri serve anche a questo. Peccato che sia Emanuele, che lavora per la coop rossa Ccc, sia Pier Francesco – dipendente della coop rossa Cmc (socia a sua volta di Ccc) – non hanno dato l’assenso alla pubblicazione delle loro dichiarazioni dei redditi dal 2013 a oggi.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Il Fatto Quotidiano - Ti preghiamo di usare i bottoni di condivisione, e di non condividere questo articolo via mail o postarlo su internet, il giornalismo indipendente ha un costo, che può essere sostenuto grazie alla collaborazione dei nostri lettori.
Politica
Il dibattito sulle droghe

Cannabis legale, Cantone apre e Gratteri lo bacchetta

In passato era “assolutamente contrario”, ora dice “sì” a una “legalizzazione intelligente” per “evitare che i ragazzi entrino in contatto con la criminalità”. Raffaele Cantone, presidente dell’Anticorruzione (Anac) ed ex magistrato impegnato anche nella lotta al traffico di stupefacenti, apre alla cannabis legale in un’intervista a Radio Radicale, in attesa della riapertura del confronto parlamentare rinviato a settembre. Esultano i favorevoli, protestano i contrati. Ma la bacchettata arriva a Cantone dal collega Nicola Gratteri, procuratore di Catanzaro: “Su 100 tossicodipendenti, 5 fanno uso di hashish e marijuana e solo il 25% di questi ultimi è maggiorenne, il resto è minorenne. Quindi affermare che legalizzare la cannabis aiuta a colpire la criminalità non è vero, perché i guadagni legati alle droghe leggere sono risibili rispetto al totale”. Cantone ammette di aver rivisto le sue posizioni su questo ma insiste sull’opportunità di “evitare ai ragazzi contatti con la criminalità”.

Politica

Anpi e referendum, ogni giorno un attacco. Ora c’è il coordinatore per il Sì “epurato”

Politica

Fallisce anche la coalizione sociale. Storia di una crisi

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 22 alle 7, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 48 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 50 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. Tutti i commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. La Redazione

Per offrirti il miglior servizio possibile questo sito utilizza cookies. Continuando la navigazione nel sito acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy

×