Malgrado tutto, andrò a Rimini.

Ci andrò malgrado le ‘Giginarie’, malgrado Rocco Casalino che gestisce la comunicazione e caccia fuori dal cilindro i magnifici sette cavalieri inesistenti, malgrado il figlio di Casaleggio che ha ‘ereditato’ la struttura logistica del Movimento (chissà se anche l’idea).

Andrò al raduno di Rimini malgrado le correnti interne sottaciute, eppure esistenti, malgrado il circo di assessori della Raggi, malgrado i mal di pancia di tanti della base, come me, su alcune uscite di Di Maio, malgrado gli imbarazzi delle esternazioni, le delusioni dei mancati accordi possibili.

Ci andrò malgrado il martellamento dei media di regime contro il Movimento cui il Movimento stesso fornisce inesauribile pellet da ardere, malgrado i retroscena rivelati da giornalisti che non siano Jacoboni, secondo i quali nel Movimento avrebbe ormai vinto la minoranza di destra, secondo i quali la democrazia non fa più parte del dna dei 5 Stelle e l’ideale dell’’uno vale uno’ si sia andato a farsi benedire insieme al sangue di San Gennaro.

Io andrò a Rimini, malgrado tutto, perché tutta quella gente che ogni volta incontro e mi sorride e si da da fare e suda durante i raduni del Movimento, mi commuove sempre. Quella gente, come me, ha un sogno innescato dieci anni fa dal signor Grillo Giuseppe, da Genova. Un sogno che parla di cittadini padroni dello Stato e delle Istituzioni, di servizi efficienti e di sostenibilità ambientale, di giustizia sociale, di legalità. E vogliamo proprio vedere come andrà a finire, dopo Rimini.

Ah, andrò a Rimini anche perché ho già pagato l’hotel.