La legge elettorale, le polemiche, gli avversari, i vaccini e il suo futuro, su cui non ci saranno novità di rilievo. Nella tappa di Agerola (Napoli) del tour per la presentazione del suo libro Avanti, Matteo Renzi ha parlato di tutto, dalla cronaca alla politica. “Chi va a Palazzo Chigi lo decidono i voti degli italiani, non i giornalisti e neanche le speranze dei militanti” ha risposto a chi gli chiedeva se fosse disposto a fare un passo indietro come possibile capo del governo. “Ho fatto il premier con tanti che pensavano a farmi le scarpe, perciò vi chiedo di dare il massimo appoggio a Gentiloni” ha aggiunto il segretario del Pd. Che poi è tornato sulle polemiche relative alla nuova legge elettorale: “Il premio alla coalizione? E’ un dibattito assurdo, il premio c’è già al Senato ed il Mattarellum prevede comunque un premio”. Renzi successivamente ha promesso accelerazioni: “Dopo le ferie bisogna andare ad un accordo che comprenda tutte le forze politiche. Noi – ha aggiunto – abbiamo fatto diverse proposte, ma ce le hanno bocciate tutte. Ora, se ci sono proposte di altri noi siamo pronti a discutere“. L’ex premier non ha mancato di dire la sua sulla questione vaccini, attaccando al contempo chi è contro la nuova legge approvata ieri in via definitiva dal Parlamento: “Quando sento un comico genovese che insulta la memoria di Rita Levi Montalcini – ha detto – quando insulta la memoria di Veronesi, quando si permette dire che i vaccini fanno male io dico che serve coerenza. La legge approvata ieri – ha aggiunto – è un piccolo passo avanti, non una soluzione definitiva. Dunque, vergogna per chi ha aggredito i nostri deputati e solidarietà a loro”.

LA CITAZIONE DI CASALEGGIO E LA POLEMICA COL FIGLIO – Da qui un passaggio sulla sua concezione della scienza e della comunicazione scientifica: “Non bisogna avere paura della scienza ci sono delle persone che vanno su Facebook e seminano il panico – ha spiegato – Raccontano cose che spesso non sono vere, ma il circuito della condivisione provoca una diffusione virale. Casaleggio – ed è qui il vero attacco di Renzi – diceva che ciò che è virale diventa vero, ma non è così. Questo meccanismo provoca paura – ha aggiunto – se dico che vaccinando faccio l’interesse delle case farmaceutiche, succede che in una classe si riduce il numero dei bambini che si vaccinano e magari a quello più debole rischia di provocare un danno talvolta perfino mortale“. Una citazione, quella di Gianroberto Casaleggio, che ha mandato su tute le furie il figlio di quest’ultimo: “Renzi deve smetterla di infangare la memoria di mio padre. È intollerabile che continui a ripetere una bufala da lui inventata che stravolge il pensiero di mio padre – ha detto Davide Casaleggio – Lo invito a rettificare e chiedere scusa immediatamente per non perdere il minimo di dignità che dovrebbe contraddistinguere ogni dichiarazione politica”. “Ha perso completamente ogni credibilità” ha aggiunto Casaleggio, sottolineando che “non è la prima volta che lo dico, ma ho il dovere di ribadirlo ancora. Mio padre – ha spiegato il figlio del fondatore del M5s – ha detto, e ci sono le interviste e i video che lo dimostrano, che ‘un messaggio in Rete perde la sua viralità se è falso, nel tempo’ e che ‘i nostri messaggi sono virali di per sé, dunque veri, e si diffondono da soli. Quelli degli altri, palesemente falsi, hanno bisogno di un supporto di truppe àscare, pagate magari 5 euro al giorno’. Ossia – ed è la spiegazione fornita a corollario da Davide Casaleggio – completamente il contrario di ciò che dice Renzi che ‘un messaggio che è virale diventa vero’. Un messaggio che è vero diventa virale, se è falso invece perde viralità. Ciò è quanto affermato da mio padre”.

RENZI: “IN ATAC I M5S RACCOMANDANO GLI AMICI DEGLI AMICI” – L’attacco più forte nei confronti del Movimento 5 Stelle, però, Renzi lo ha riservato quando si è trattato di esprimere un parere sull’azienda dei trasporti di Roma: “Nell’Atac i grillini, che dovevano fare la rivoluzione, invece fanno come gli altri, anzi peggio – è stata la critica – Raccomandando gli amici degli amici. Noi non prendiamo lezioni di moralità da quelli che hanno due morali”. Sempre sul tema avversari, l’ex sindaco di Firenze ha scherzato (ma non troppo) sul presunto avvicinamento tra Massimo D’Alema e Silvio Berlusconi: “Hanno ripreso a telefonarsi. Allora è amore vero…” ha sottolineato Renzi, prima di sottolineare subito dopo che la sua altro non era che una battuta. Non poteva mancare un passaggio sulla vicenda migranti. Per il segretario del Pd la questione è chiara: “O ci danno una mano i Paesi dell’Unione europea a gestire il flusso di immigrati oppure dal 2018 noi smettiamo di dare i soldi” ha detto, che poi ha precisato come la sua non sia una minaccia “ma dico o i Paesi dell’Est ci danno un aiuto oppure smettiamo di dare loro i soldi che gli servono per costruire magari i muri”.