Spari, un coltello, un ferito grave e un morto, forse due. È caos nella capitale della Giordania. L’ambasciata di Israele ad Amman è stata isolata dalla polizia: secondo  l’Independent nella zona ci sono stati alcuni colpi di arma da fuoco. Sarebbero stati la reazione ad una attacco a colpi di coltello: un uomo, infatti, è entrato nell’ambasciata e ha colpito al petto un diplomatico, che è rimasto gravemente ferito. L’assalitore è stato quindi ucciso con due colpi di arma da fuoco che l’hanno colpito alle spalle. Alcuni media locali parlano però di due morti. Secondo quanto riferisce il quotidiano giordano AlGhad, che cita fonti della sicurezza, l’attentatore sarebbe un 17enne giordano: è arrivato in ospedale insieme alla sua vittima, morendo poco dopo.  Intorno all’ambasciata sono state dispiegate massicciamente le forze di sicurezza giordane. Nessuna conferma da parte di Israele: sul fatto Gerusalemme ha imposto la censura.

Quello che potrebbe essere un attacco all’ambasciata di Israele arriva nella stessa giornata in cui  i servizi segreti di Tel Aviv e l’esercito hanno arrestato nel corso di un blitz in Cisgiordania 25 membri di Hamas, tra cui anche alcuni funzionari e ufficiali di alto livello del settore della West Bank della organizzazione. Secondo il quotidiano Israel Hayom, tra gli arrestati c’è anche un deputato, Omar Abd Al-Razak, notizia che però non è stata confermata dall’esercito. Forse proprio per reazione all’operazione dalla striscia di Gaza è partito un razzo diretto verso il territorio israeliano che è esploso in volo e non ha fatto vittime.

Dopo i tre morti di venerdì alla Spianata delle Moschee di Gerusalemme, intanto, sale il numero delle vittime palestinesi con la morte di altri due manifestanti. Un giovane di 24 anni è stato ucciso, colpito da un colpo al petto, durante gli scontri scoppiati nel villaggio di al-Eizariya, nella periferia Est di Gerusalemme. Un altro sarebbe rimasto ferito dai proiettili esplosi durante la protesta, secondo il sito Ynet. Un quinto, 17 anni, è deceduto in seguito alle ferite riportate per l’esplosione di una bottiglia molotov a nord-ovest di Nablus. A queste cinque vittime si aggiungono i tre coloni israeliani accoltellati a Nevé Tsuf vicino Ramallah. Entrato in casa un 19enne palestinese si è avventato con un coltello contro i presenti che stavano cenando uccidendo subito il padre di famiglia, di circa 60 anni, e i due figli, un uomo e una donna, di circa 40 anni. La madre, di oltre 60 anni, è stata pugnalata ripetutamente alla schiena, ma è sopravvissuta.