Una stilettata al suo successore? Sarebbe sicuramente troppo banale archiviare così il messaggio che Benedetto XVI ha inviato in occasione dei funerali del cardinale emerito di Colonia, Joachim Meisner, rompendo nuovamente un silenzio che si era imposto da solo al momento di lasciare il pontificato. Nel testo, letto alla celebrazione da monsignor Georg Gänswein, segretario particolare del Papa emerito e prefetto della Casa pontificia, Ratzinger ricorda l’ultima telefonata con Meisner avvenuta il giorno prima della morte del porporato.

“Quello che mi ha impressionato di più in queste ultime conversazioni con il defunto cardinale – scrive Benedetto XVI – era la sua rilassata serenità, la sua gioia interiore e la fiducia che aveva trovato. Sappiamo che per lui, il pastore appassionato e padre spirituale, fu difficile lasciare l’ufficio e questo proprio in un momento in cui la Chiesa ha bisogno di pastori convincenti e che sappiano resistere alla dittatura dello spirito del tempo e decisamente sappiano vivere con fede e ragione. Ma anche questo – prosegue Ratzinger – mi commuove, che ha imparato a lasciarsi andare nell’ultimo periodo della sua vita, e ha saputo viverla con la certezza profonda che il Signore non abbandona la sua Chiesa, anche se a volte la barca sta per capovolgersi”.

Una metafora non nuova nella letteratura di Benedetto XVI. Pochi mesi prima delle sue dimissioni, ricordando mezzo secolo dall’apertura del Concilio ecumenico vaticano II e aprendo l’Anno della fede, Ratzinger disse: “Abbiamo visto che la fragilità umana è presente anche nella Chiesa, che la nave della Chiesa sta navigando anche con vento contrario, con tempeste che minacciano la nave e qualche volta abbiamo pensato: ‘Il Signore dorme e ci ha dimenticato'”.

Identica immagine era stata usata dall’allora cardinale decano Ratzinger nella messa con la quale si aprì il conclave del 2005 chiamato a eleggere il successore di san Giovanni Paolo II: “Non dovremmo rimanere fanciulli nella fede, in stato di minorità. E in che cosa consiste l’essere fanciulli nella fede? Risponde san Paolo: significa essere ‘sballottati dalle onde e portati qua e là da qualsiasi vento di dottrina’. Una descrizione molto attuale. Quanti venti di dottrina abbiamo conosciuto in questi ultimi decenni, quante correnti ideologiche, quante mode del pensiero. La piccola barca del pensiero di molti cristiani è stata non di rado agitata da queste onde, gettata da un estremo all’altro: dal marxismo al liberalismo, fino al libertinismo; dal collettivismo all’individualismo radicale; dall’ateismo ad un vago misticismo religioso; dall’agnosticismo al sincretismo e così via”.

Questa metafora della barca di Pietro, ovvero della Chiesa, sballottata dalle onde del tempo è stata adoperata recentemente anche da Francesco. Agli scrittori de La Civiltà Cattolica il Papa ha ricordato: “Voi siete nella barca di Pietro. Essa, a volte nella storia, oggi come ieri, può essere sballottata dalle onde e non c’è da meravigliarsi di questo. Ma anche gli stessi marinai chiamati a remare nella barca di Pietro possono remare in senso contrario. È sempre accaduto”.

Una metafora, dunque, che Francesco condivide anche perché essa è tratta direttamente dal Vangelo. È indubbio, però, che Benedetto XVI non l’ha tirata fuori nuovamente a caso. Sarebbe banale e anche offensivo nei confronti di una mente eccelsa come Ratzinger considerare il messaggio per il funerale del cardinale Meisner come un semplice necrologio a un vecchio amico. Dall’altro, però, sarebbe sicuramente eccessivo caricare questo scritto come un manifesto contro Francesco, come in alcuni ambienti tradizionalisti è già avvenuto.

È la prima volta che Benedetto XVI interviene pubblicamente dopo il licenziamento da parte di Francesco del suo secondo successore alla guida della congregazione per la dottrina della fede, il cardinale Gerhard Ludwig Müller, curatore dell’Opera omnia di Ratzinger, che ha manifestato tutta la sua acredine verso Bergoglio per il modo in cui, a suo dire, sarebbe stato congedato. Ma anche dopo la notizia del processo penale che si aprirà in Vaticano, il 18 luglio prossimo, a carico dell’ex presidente e dell’ex tesoriere della Fondazione Bambino Gesù, Giuseppe Profiti e Massimo Spina, rei, secondo l’accusa, di aver pagato 422mila euro dell’ospedale pediatrico della Santa Sede per la ristrutturazione dell’attico del segretario di Stato di Ratzinger, il cardinale Tarcisio Bertone.

Era stato proprio Meisner, che ha continuato a dare del tu al suo amico divenuto Papa, a chiedere con forza a Benedetto XVI il pensionamento del porporato salesiano che stava creando non pochi problemi al suo pontificato. Ma Meisner è anche uno dei quattro cardinali che hanno firmato i dubia sulle aperture di Francesco ai divorziati risposati contenute nella sua esortazione apostolica, Amoris laetitia, ponendosi così in aperta opposizione a Bergoglio. Contrapporre Benedetto XVI e Francesco è fantascienza, ma rispettare il silenzio per non essere strumentalizzati dai nemici del proprio successore dovrebbe essere un impegno serio per Ratzinger.