Saranno staccati venerdì i macchinari che tengono in vita Charlie Gard, il neonato di dieci mesi ricoverato al Great Ormond Street Hospital di Londra per una rara malattia che secondo i medici è incurabile e procura eccessive sofferenze. Lo hanno annunciato i suoi genitori, Chris Gard e Connie Yates, che hanno perso la battaglia legale arrivata fino alla Corte europea dei diritti umani per portare a proprie spese il bimbo negli Usa e sottoporlo a una cura sperimentale.

“Noi e soprattutto Charlie siamo stati terribilmente abbandonati lungo tutto il processo”, hanno detto i genitori, ringraziando invece quanti comuni cittadini hanno dato sostegno, anche economico tramite una colletta, alla loro causa.  I Gard vogliono trascorrere le ultime preziose ore col piccolo che “ci lascerà sapendo di essere stato amato da migliaia di persone”.

Charlie è affetto da una sindrome da deplezione del Dna mitocondriale, malattia rara che causa un progressivo e inesorabile indebolimento muscolare. Per la medicina è incurabile, ma i suoi genitori hanno sempre nutrito speranze. Per questo motivo, quando il 12 aprile scorso l’Alta corte inglese ha stabilito che i medici potevano staccare la spina, hanno fatto ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo. Che, di conseguenza, il 19 giugno aveva ordinato all’Inghilterra di continuare a tenere in vita Charlie Gard fino a quando non avesse preso una decisione sul ricorso. Di due giorni fa la scelta finale. La Cedu, nel decidere sul ricorso, ha tenuto conto “del considerevole margine di manovra che gli Stati hanno nella sfera dell’accesso alle cure sperimentali per malati terminali e nei casi che sollevano delicate questioni morali ed etiche”, ribadendo anche che non le spetta il compito di sostituirsi alle competenti autorità nazionali. Con queste parole: “Da questa prospettiva la Corte ha dato peso al fatto che esiste una legislazione – compatibile con la Convenzione europea dei diritti umani – che regola sia l’accesso ai trattamenti sperimentali che la sospensione dei trattamenti per tenere in vita qualcuno”.

Inoltre i giudici di Strasburgo hanno rilevato che “le decisioni dei tribunali nazionali sono state meticolose e accurate e riesaminate in tre gradi di giudizio con ragionamenti chiari ed estesi che hanno corroborato sufficientemente le conclusioni a cui sono giunti i giudici“. La storia di Charlie Gard ha scosso l’opinione pubblica inglese, specie da quando i medici del Great Hospital di Londra si sono rivolti ai giudici. I genitori, volevano provare a sottoporlo a un trattamento sperimentale negli Stati Uniti e hanno lanciato una raccolta fondi per sostenere le spese, arrivando a raccogliere, ad aprile, 1,25 milioni di sterline da oltre 80mila donatori.