Ai ballottaggi delle elezioni amministrative centrosinistra sconfitto ovunque, perfino nelle sue roccaforti: una, Carrara, parte della Toscana “rossa”, l’altra, Sesto San Giovanni, la “Stalingrado d’Italia” alle porte di Milano. A Carrara, città che vanta una solida tradizione di sinistra, il Movimento 5 Stelle batte il Partito Democratico: il nuovo sindaco è Francesco De Pasquale, professore di lettere grillino, che ha vinto sul candidato Pd Andrea Zanetti al secondo turno con il 65,39%. A Sesto San Giovanni Roberto Di Stefano, candidato di Forza Italia, vince con il 58% sulla sfidante democratica, la sindaca uscente Monica Chittò.

CARRARA AL M5S – “Stiamo scrivendo la nuova storia della città” ha detto il nuovo primo cittadino, Francesco De Pasquale, rappresentante della base grillina di uno dei Meetup più attivi della Toscana. “Avevamo il sentore di una vittoria ma non così netta anche se ci speravamo”. Unica nota stonata: la bassa affluenza, che il 9% in meno rispetto al primo turno. “E’ la prima volta che Carrara ha scelto il cambiamento: finalmente è stata intrapresa una svolta, purtroppo con un esiguo numero di votanti”. Dalla proclamazione della Repubblica, infatti, la città del marmo ha sempre avuto un sindaco di sinistra o di centrosinistra. Con l’elezione di De Pasquale, Carrara diventa la seconda città toscana ad avere un’amministrazione M5S dopo Livorno.

SESTO SAN GIOVANNI AL CENTRODESTRA – “Abbiamo espugnato la Stalingrado d’Italia”. Il neoeletto sindaco di Sesto San Giovanni, Roberto Di Stefano, commenta così la vittoria del centrodestra nella ‘piccola Manchester’ lombarda, dopo 72 anni di dominio della sinistra. “Abbiamo vinto perché abbiamo parlato alla gente, perché non stiamo chiusi nei palazzi”. Di Stefano, 39 anni, sostenuto da una serie di liste civiche, parla fra l’entusiasmo generale dei suoi sostenitori, che lo portano in trionfo: “Il centrodestra unito e aperto al civismo è la soluzione che garantisce governabilità”. Dice di non aver ancora ricevuto la telefonata di congratulazioni della sindaca uscente e rivale Monica Chittò, ma che per ora conta solo “il calore dei sestesi”. Al primo turno solo 1.400 voti dividevano il candidato di Forza Italia dalla sindaca Pd. Chittò  in campagna elettorale aveva ricevuto minacce anonime per la sua politica di accoglienza di migranti. Alle accuse di “buonismo” aveva risposto: “Ho governato la città in un momento complesso, mi sono dovuta relazionare con comunità differenti. Accoglienza e integrazione? Io parlo di sicurezza”. Evidentemente non è bastato: secondo Maria Stella Gelmini la sfida a Sesto è stata vinta “nelle case popolari, nelle periferie, proprio sul tema della sicurezza”.