Non avrebbe vigilato sulla sicurezza dei suoi dipendenti nonostante l’evidente pericolosità della stessa torre. Con l’accusa di “omissione impropria” Felicio Angrisano, ex comandante della Capitaneria di Porto di Genova è indagato nell’ambito dell’inchiesta bis sulla costruzione della Torre Piloti di Genova, crollata per l’impatto del cargo Jolly Nero la sera del 7 maggio 2013. Nel crollo persero la vita 9 persone, tra operatori portuali e militari della Capitaneria, e altre 4 rimasero ferite.

Era stata proprio la madre di una delle vittime, Adele Chiello, a insistere affinché l’inchiesta si concentrasse sulla costruzione, realizzata in un punto pericoloso, e i datori di lavoro. Le indagini sono coordinate dal pm Walter Cotugno: oltre ad Angrisano sono indagati anche Alberto Delle Piane e Giovanni Lettich, che all’epoca del disastro erano rispettivamente amministratore delegato dei Rimorchiatori riuniti e capo dei Piloti del Porto. C’è un terzo filone di inchiesta che vede 35 persone indagate ed è quello relativo alle presunte “certificazioni facili” rilasciate dal Rina, il Registro navale italiano, alla compagnia navale Messina e ad altre.

L’indagine era partita dopo il crollo della struttura il 7 maggio 2013. Il cargo urtò la costruzione mentre era in uscita dal porto, anche per via delle apparecchiature di bordo non funzionanti, come il contagiri della plancia che doveva controllare l’elica del motore. A metà maggio sono stati condannati in primo il comandante Roberto Paoloni, a 10 anni e 4 mesi, il direttore di macchina Franco Giammoro e il primo ufficiale Lorenzo Repetto, condannati rispettivamente a 7 anni e a 8 anni e 6 mesi,e il pilota del porto Antonio Anfossi, a 4 anni e 2 mesi.La compagnia Ignazio Messina è stata ritenuta responsabile solo di un illecito amministrativo, e condannata a versare 1 milione e 50mila euro.