Occhiali, piumino nero e sulle spalle lo zaino con il dispositivo che avrebbe ucciso 22 persone: così appare Salman Abedi, l’attentatore di Manchester, nelle immagini diffuse dalla polizia della città britannica. Lo sfondo è stato oscurato dagli agenti, ma la fisionomia dell’uomo è chiara: scarpe sportive, jeans e berretto da baseball. La polizia si augura che chiunque abbia visto l’uomo, dal 18 maggio in poi, possa riconoscerlo dalle foto e fornire alla polizia elementi utili. Nel frattempo, il Telegraph fa sapere che il fratello minore dell’attentatore era coinvolto nel piano di una cellula jihadista libica per uccidere l’inviato tedesco Onu a Tripoli Martin Kobler.

Le immagini di Salman provengono dalle telecamere a circuito chiuso che lo hanno ripreso per strada mentre si dirigeva verso l’arena, durante il concerto di Ariana Grande, poco prima di compiere il peggior attacco terroristico della Gran Bretagna in 12 anni. “Le indagini stanno facendo progressi” si legge nel comunicato diffuso dalla polizia via Twitter: “Sappiamo che uno degli ultimi posti dove è stato è un appartamento in centro. L’appartamento è estremamente rilevante perché crediamo abbia assemblato lì l’ordigno”. Si tratta di in un appartamento in affitto in un palazzo signorile in Granby Row nel centro della città, nei pressi di Canal Street. Il livello ‘tecnico’ dell’ordigno è tale da far pensare alla mano di un artificiere professionista, e quindi di una cellula terroristica che abbia aiutato l’attentatore.

“Abbiamo arrestato 13 persone, e stiamo effettuando perquisizioni in 14 luoghi sospetti”, continua il comunicato. Gli agenti di Manchester stanno lavorando “incessantemente” insieme ai colleghi dell’antiterrorismo e della sicurezza nazionale: “Abbiamo mille persone coinvolte nell’indagine”. Nel comunicato si fa anche appello alla cooperazione dei cittadini per ricostruire i movimenti di Salman dal 18 maggio, cioè da quando è tornato sul suolo britannico.

 

Il giorno dopo l’attentato alla Manchester Arena in Libia sono stati arrestati il padre e il fratello minore di Salman, Hashim Abedi: il Telegraph oggi rende noto che Ashim faceva parte di una cellula jihadista che all’inizio dell’anno aveva pianificato l’assassinio di Martin Kobler, inviato tedesco Onu nel paese arabo. Il complotto contro Kobler doveva scattare durante una visita a Tripoli, ma fu sventato, scrive il giornale inglese citando fonti diplomatiche. Hashim a dicembre si trovava in Germania: i servizi di sicurezza libici monitoravano da mesi il gruppo jihadista e ritengono che il 20enne Hashim Abedi vi svolgesse un ruolo “significativo“. Durante gli interrogatori, Hashim ha ammesso che sia lui che il fratello erano sostenitori dello Stato Islamico e di essere al corrente del progetto terroristico di Salman. Alle indagini partecipano anche funzionari dell’MI6, i servizi segreti britannici.