Play-Festival del gioco, la cui edizione 2017 si è recentemente conclusa a Modena, è ormai la più importante manifestazione italiana del settore. In due giorni 35.000 persone si sono riversate nei padiglioni di ModenaFiere a giocare a tutto quello che è possibile giocare: giochi da tavolo, di ruolo, per bambini, per famiglie, ma anche urban games, larp, laser tag e tanto altro.

Modena si vanta di essere la capitale italiana del gioco e direi che lo fa a buon diritto, perché questo successo è frutto di uno sforzo corale. Non solo la fiera e gli organizzatori del mitico Club TreEmme e della Tana dei Goblin, ma anche il Comune di Modena attraverso vari assessorati e l’Università di Modena, che ha partecipato ad alcuni eventi. La collaborazione si percepiva e oggi in Italia si tratta di un bene raro e prezioso. Insomma, bravi.

Quel che più mi è piaciuto, però, è che mentre decine di migliaia di persone praticavano con soddisfazione il “gioco sano”, un significativo numero di operatori ed esperti rifletteva sul gioco, sui giochi e sul loro significato, di fatto riconoscendo al gioco il valore culturale che merita. Cito solo alcuni dei tanti eventi culturali che hanno arricchito la kermesse.

Intanto, la cosiddetta Tavola esagonale, giornata di riflessioni accademiche sul gioco (quest’anno dedicata al tema Gioco e memoria), che ha offerto interessanti e svariati spunti, dall’utilizzo del Gioco nel contrasto della demenza senile alle rievocazioni storiche (in chiave ludica) per celebrare i 2200 anni della città romana di Mutina (l’odierna Modena) fondata nel 183 a.C..

Naturalmente non è stato trascurato l’attualissimo problema della dilagante azzardopatia: nel convegno Nati per giocare tutti i relatori si sono trovati d’accordo che il vero vaccino è proprio il gioco sano, quello che si pratica a Play; vedremo se con l’aiuto di psicologi comportamentali e neurobiologi sarà possibile mettere a punto qualche esperimento che possa dimostrarlo scientificamente.

Tra le tante altre cose importanti accadute, voglio segnalarne una che ritengo gravida di  ricadute positive, il rilancio dell’Associazione nazionale delle città in gioco (GioNa) . Prolungata la presidenza di Furio Honsell (sindaco di Udine), la direzione è andata – con mia grande soddisfazione – a Francesca Corrado, già presidente di Play res (Associazione culturale per la promozione, divulgazione e ricerca sul gioco e la teoria dei giochi).

Sono sicuro che Francesca sia la persona giusta e che potrà attivare quella che è stata chiamata Tripla elica del gioco, cioè sinergie vincenti fra il mondo accademico, dell’impresa (in particolare le start up) e degli enti locali. Nel suo percorso, GioNa sarà affiancata anche dall’Unione italiana sport per tutti (Uisp)  e da Ali per Giocare, l’associazione nazionale dei ludobus e delle ludoteche. Insomma, una squadra che ha tutti i presupposti per diffondere la cultura e i valori del gioco. Non resta che augurare un buon lavoro.

GioNa: il Presidente Furio Honsell (Sindaco di Udine) stringe la mano alla nuova direttrice Francesca Corrado (Presidente di Play Res)

Dal manifesto di GioNa:

Il gioco migliora la qualità della vita dell’individuo e quindi rende la città più bella. Le città in gioco si associano per garantire a tutti il diritto di giocare e giocare bene.

Il gioco è un sistema di regole che chiede di essere rispettato, in cui è lecito anche sbagliare. Un gioco viene scelto, e non si può essere costretti a giocare. Il gioco ammette che si costruiscano nuove regole, che si inventino nuovi giochi. Le città in gioco fanno del gioco uno degli strumenti dell’educazione alla democrazia; la democrazia è infatti un sistema di regole che possono essere cambiate insieme e in cui anche sbagliare è possibile.

Il tempo liberato consente di riempire la nostra vita di piaceri. Piaceri condivisi, consapevoli, che durino, che non si esauriscano, veri piaceri, come il gioco. Le città in gioco vogliono cercare di favorire il diritto alla felicità, proponendo occasioni di gioco, d’incontro e di festa, per dare un senso al tempo liberato che, grazie al lavoro garantito a tutti, può essere liberato per tutti.

Dalla convenzione fra GioNa e Uisp:

GioNa e Uisp si impegnano a contrastare il fenomeno del gioco d’azzardo patologico con azioni di prevenzione, sostenendo iniziative di informazione volte a promuovere conoscenza e consapevolezza nei confronti del gioco d’azzardo e pratiche ludiche sane finalizzate a restituire al gioco la sua valenza sociale positiva.