La terza vittima degli scontri in Venezuela – colpito da una profonda crisi economica – è un ragazzino di 14 anni. E’ stato colpito da un proiettile al cuore dai colectivos, i gruppi armati pro-governativi. Questa settimana altre due persone sono rimaste uccise nelle proteste contro Maduro: si tratta di Miguel Angel Colmenares, uno studente 36enne, e di un uomo di 29 anni, raggiunto da uno colpo sparato a bruciapelo da due civili armati che erano a bordo di una motocicletta. A denunciare la morte dell’adolescente per mano dei colectivos è Henri Falcon, governatore dello stato venezuelano di Lara (centro ovest del paese). Questi gruppi, ha detto, “vanno in giro in moto muniti di armi lunghe per terrorizzare la popolazione” e così “sparano indiscriminatamente sulla gente” che si riunisce per contestare il governo.

Secondo il quotidiano El Impulso di Barquisimeto – la capitale di Lara, dove sono avvenuti i fatti – il ragazzino si trovava accanto all’ingresso del complesso residenziale Yucatan quando i colectivos hanno tentato di di forzare l’ingresso per rubare le riserve di alimenti che dovevano essere distribuite alla popolazione. Falcon ha detto che oltre ai due morti almeno 12 persone sono state ricoverate con ferite di arma da fuoco, ha chiesto al governo di Nicolas Maduro di fermare quello che ha definito “i suoi gruppi paramilitari” e ha anche denunciato la presenza di “provocatori infiltrati” nelle manifestazioni di protesta.

Oltre ai due morti nello stato di Lara, i gruppi armati del chavismo sono stati anche accusati di essere responsabili dell’uccisione a Caracas di un uomo di 29 anni, raggiunto da uno colpo sparato a bruciapelo da due civili armati che erano a bordo di una motocicletta. Un altro gruppo di militanti pro governativi ha disturbato oggi la messa solenne celebrata dal cardinale Urosa Savino, arcivescovo di Caracas, per celebrare il mercoledì santo nella basilica di Santa Teresa della capitale venezuelana.