Non è vero che Renzi mi stia antipatico. In realtà mi fa tenerezza. L’ho definitivamente capito ieri, quando ha deliziato come sempre gli astanti a Otto e mezzo. In primo luogo, Renzi vive il dramma di prendere peso. Narciso com’è, e va da sé senza motivo alcuno, soffre tremendamente quei sei o sette menti che coltiva ormai con la stessa solerzia che usava Bob Marley per tenere ben vive le sue piantine di maria.

C’è poi l’aspetto più intellettualmente disonesto, ovvero che l’errore (gravissimo) del capitano del Noe cancelli tutto. Figuriamoci: nulla sposta sulla vicenda Consip, che vedeva e vede implicati Lotti, Del Sette Saltalamacchia, tirati in causa dall’ad di Consip Marroni, uomo peraltro non certo antirenziano: o mente Marroni, o mentono gli altri. Tertium non datur.

Anche il ruolo di Tiziano Renzi non è certo chiarito del tutto: rimangono i pizzini di Romeo, rimangono le parole del piddino Mazzei (secondo il quale Tizianone Rulez incontrò in una “bettola” Romeo e il facilitatore Carlo Russo), rimangono le dichiarazioni del solito Marroni. Eccetera. Tiziano Renzi è sicuramente innocente, così come lo è Lotti e come lo sono Del Sette e Saltalamacchia, ma da qui a dire che “tutto è franato”, come asseriscono comicamente i marilavia, ce ne passa.

C’è poi l’aspetto lessicale che mi affascina. La mancanza di talento di Renzi mi fa ogni volta cascare gli zebedei. E io detesto quando essi cascano, perché ci sono affezionato. Ieri, con l’aria di chi ha appena scoperto il Teorema di Rolle, si è inventato (?) la trovata del “Fatto Quotidiano” che diventa “Falso Quotidiano”. Acciderbolina, ma qui siamo dalle parti di Gadda, di David Forster Wallace: che parossismo di genialità. Me lo immagino, il Renzino anzi Renzone, che al pomeriggio discute con quel trionfo di cervelli in fuga (da se stessi) tipo Kant Anzaldi, Zarathustra Nicodemo e Aristotele Sensi (purtroppo Jim Messina se n’è andato), per poi partorire questa pensata dialettica epocale, a uso e consumo di quei sei o sette bimbominkia che ora la useranno in rete eccitandosi come facevano fino a ieri usando “Fango Quotidiano”. Un trionfo di poraccitudine senza pari. Renzi è il classico tipo che, al liceo, diceva “Ci hai creduto? Faccia di velluto” e poi si faceva i complimenti da solo per la rima. Una prece.

P.S. Renzi che dà del “falso” a qualcun altro, dopo aver giurato che avrebbe abbandonato per sempre la politica qualora avesse perso il 4 dicembre (vamos), è un po’ come Adinolfi che cita Full Metal Jacket chiamando “palla di lardo” Fassino: prova a essere meno ridicolo, Matteuccio. Forse ce la fai. (Forse)