Il capitano dei carabinieri del Noe Gianpaolo Scafarto è indagato dalla Procura di Roma per falso materiale e falso ideologico perché “redigeva nell’esercizio delle sue funzioni” l’informativa finita agli atti dell’inchiesta Consip nella quale riferiva fatti secondo i magistrati diversi da quelli in realtà accaduti. In particolare attribuisce la frase “Renzi l’ultima volta che l’ho incontrato” ad Alfredo Romeo, l’imprenditore napoletano ora in carcere per corruzione. Dopo una serie di accertamenti la Procura di Roma ha scoperto che in realtà a pronunciare quella frase non era Romeo, bensì Italo Bocchino. Questa contestazione si riferisce al contenuto di una conversazione ambientale intercettata all’interno dell’ufficio di Roma della Romeo Gestioni spa il 6 dicembre 2016 e riportata in un’informativa del 9 gennaio 2017. Secondo quanto indicato nell’invito a comparire, l’ufficiale del Noe affermava nelle carte, contrariamente al vero, che “…ad un certo punto il Bocchino si allontana e il Romeo continua a parlare con il Ruscigno e mentre quest’ultimo commentava negativamente tutti i provvedimenti emessi dalla magistratura ritenendo che non vi siano prove contro il Romeo, quest’ultimo racconta del suo rapporto con il Bocchino per poi affermare: ‘…Renzi l’ultima volta che l’ho incontrato…’. Questa frase – è scritto nell’informativa – assume straordinario valore e consente di inchiodare alle sue responsabilità il Renzi Tiziano in quanto dimostra che effettivamente il Romeo e il Renzi si siano incontrati, atteso che il Romeo ha sempre cercato di conoscere Renzi Matteo senza però riuscirvi”. Tale affermazione – scrivono i pm di Roma – “era stata proferita da Italo Bocchino come peraltro correttamente riportato sia nel sunto a firma del vicebrigadiere Remo Reale, sia nella trascrizione a firma del maresciallo capo Americo Pascucci, presenti nel brogliaccio informatico”.

BOCCHINO: “MAI INCONTRATO TIZIANO RENZI, MI RIFERIVO AL FIGLIO MATTEO”
In merito alla sua affermazione contenuta negli atti, inoltre, l’ex parlamentare di Alleanza Nazionale ha detto di non aver mai incontrato Tiziano Renzi e di riferirsi all’ex premier. “In riferimento a quanto riportato da organi di stampa ho il dovere di precisare che non conosco e non ho mai incontrato Tiziano Renzi” – ha detto Bocchino – La frase su ‘l’ultima volta che ho visto Renzi’, che sarebbe stata pronunciata da me ed attribuita ad Alfredo Romeo, si riferiva presumibilmente all’ex Presidente del Consiglio Matteo Renzi – ha aggiunto – e a valutazioni politiche del tutto estranee ai fatti dell’inchiesta. Ho incontrato Matteo Renzi sempre e solo durante il mio mandato parlamentare, in occasione di dibattiti televisivi dove eravamo ospiti e, una volta, il 23 dicembre del 2011, al concerto di Abbado per l’inaugurazione del nuovo Maggio musicale fiorentino – ha aggiunto – dove avemmo occasione di scambiare normali convenevoli. Un contesto assolutamente lineare che fortunatamente sta emergendo in tutta la sua chiarezza”.

IL FALSO COINVOLGIMENTO DEI SERVIZI SEGRETI
Non è l’unico falso contestato al capitano Scafarto. Nella stessa informativa, secondo il pm Mario Palazzi, “al fine di accreditare la tesi del coinvolgimento di personaggi asseritamente appartenente ai servizi segreti ometteva scientemente informazioni ottenute al seguito delle indagini espedite”. In sostanza, in un passaggio di questa informativa la polizia giudiziaria faceva riferimento al pedinamento di persone, sospettando che si trattasse di appartenenti ai servizi segreti. Facendo un controllo sulla targa dell’automobile “sospetta”, si è scoperto che si trattava semplicemente della macchina in uso a una persona che abitava in quella zona. Interrogato oggi, Scafarto si è avvalso della facoltà di non rispondere.

L’INCHIESTA CONSIP: COME È NATA, CHI COINVOLGE, COSA RIGUARDA
L’inchiesta Consip è stata svelata dal Fatto Quotidiano il 22 dicembre dell’anno scorso. Nel mirino dei pm c’è l’appalto più grande d’Europa: Fm4, cioé facility management, la gara indetta nel 2014 da Consip per l’affidamento dei servizi gestionali degli uffici, delle università e dei centri di ricerca della Pubblica amministrazione. La convenzione vale 2 miliardi e 700 milioni di euro per una durata complessiva di 36 mesi e corrisponde all’11,5 per cento della spesa annua della Pubblica amministrazione. L’appalto è diviso in lotti e Alfredo Romeo era in pole per un bando da quasi 700 milioni di euro. Nell’ambito dell’inchiesta, il ministro Lotti è indagato per rivelazione di segreto e favoreggiamento. Il fascicolo contenente le ipotesi di reato sulle fughe di notizie è stato stralciato dal filone principale sulla corruzione ed è finito a Roma per competenza territoriale. Il braccio destro di Renzi, già sottosegretario alla Presidenza del consiglio, è stato iscritto nel registro degli indagati a seguito delle dichiarazioni del suo amico Luigi Marroni, che nel suo interrogatorio come persona informata dei fatti ha tirato in ballo anche il generale dei carabinieri Emanuele Saltalamacchia, comandante della Legione Toscana, indagato per le stesse ipotesi di reato. Nella fattispecie, Marroni ha detto di avere saputo dell’indagine e della presenza di microspie negli uffici Consip dal presidente di Consip Luigi Ferrara, che a sua volta era stato informato dal comandante Tullio Del Sette. Poi ha aggiunto altri nomi. I più importanti sono quelli di Lotti e del generale Emanuele Saltalamacchia, suoi amici. Dopo la soffiata Marroni fece eseguire la bonifica. Che effettivamente andò a segno.

IL LEGALE DI TIZIANO RENZI: “UN ALTRO APPARENTE INDIZIO SE NE VA”
Successivamente, nell’inchiesta è spuntato anche il nome di Tiziano Renzi. Il padre dell’ex premier è indagato per traffico di influenze al pari dell’imprenditore farmaceutico toscano Carlo Russo e di Italo Bocchino, consulente di Alfredo Romeo. Il legale di Tiziano Renzi dopo la notizia dell’indagine a carico del capitano del Noe ha commentato: “Un altro apparente indizio se ne va. L’auspicio che alla fine delle indagini si pervenga a una archiviazione è ancora più convinto e concreto” ha detto Federico Bagattini alle agenzie di stampa. Secondo l’avvocato “è una notizia positiva, mi dispiace per il capitano del Noe ma se c’è un falso è normale che ognuno risponda di quello che poi risulterà aver fatto”. E Tiziano Renzi? “Ha accolto questa novità con piacere ma senza stupore – ha detto Bagattini – perché conferma di non aver mai incontrato Alfredo Romeo”.

Non si è fatta attendere neanche la risposta dell’avvocato difensore del capitano del Noe: “La scelta di non rispondere alle domande dei pm rientra in una mia strategia difensiva. Ho l’esigenza di conoscere gli atti dell’indagine nella loro completezza. Appena il quadro sarà chiaro, chiederò alla Procura di convocare il mio assistito per essere interrogato” ha detto Giovanni Annunziata, legale di Scafarto. “Ho ricevuto venerdì la convocazione dei pm con i capi di imputazione – spiega il penalista – che fanno riferimento all’intera attività di indagine svolta su Consip. È necessario, quindi, leggere prima tutti gli atti dell’indagine per affrontare un interrogatorio. Il mio assistito ha lavorato circa un anno su questo procedimento e redigendo, di fatto, quasi tutte le informative. Appena sarò pronto contatterò il procuratore capo, Giuseppe Pignatone e il sostituto Mario Palazzi, al fine di convocarci e affrontare le contestazioni che ci vengono mosse”.

MATTEO RENZI: “LA VERITA’ INIZIA A VENIR FUORI. GRILLO VERGOGNATI”
“È molto strano quello sta avvenendo ma ho totale fiducia nella magistratura. Non abbiamo nulla da nascondere. Sarebbe facile per me venire qui oggi e dire, essendo in corso un’indagine per falso, ‘avete visto…‘, niente di tutto questo, chiedo come cittadino che tutti abbiano totale fiducia nella magistratura e lo dico oggi che è più facile di due mesi fa perché credo che la verità viene sempre a galla”. Parola di Matteo Renzi, che ospite a Porta a Porta ha commentato la vicenda dell’indagine a carico del capitano del Noe. “Non credo nei complotti e nelle manovre, credo nella giustizia, bisogna aspettare le sentenze. Certo – ha aggiunto Renzi – se le sentenze le fanno i giornali o i politici è problema per tutti. Dobbiamo aspettare i magistrati e se un carabiniere non risponde è un problema suo, io credo nell’Arma dei Carabinieri“. L’ex premier, poi, ha attaccato Beppe Grillo: “Io rivendico la parola onestà, non ne faccio un uso strumentale e demagogico come qualche altro partito che ci ha fatto una campagna elettorale. Al Movimento 5 Stelle voglio dire che prima di sputare sentenze dovrebbero leggersi le carte. E a Beppe Grillo che ha parlato del rapporto con mio padre voglio dire solo una parola: vergognati“. L’ex segretario del Partito democratico ha anche smentito qualsiasi incontro con l’ex parlamentare Italo Bocchino: “Bocchino faceva il parlamentare. Se l’ho incontrato l’ho fatto in Parlamento. Anzi no, perché io non ero in Parlamento. Non esiste”.