Il contrasto ai trattati internazionali di libero scambio TTIP e CETA, sovranità e indipendenza degli Stati e lotta all’austerità dell’Unione europea. Sono queste le priorità del programma di governo M5s in merito agli Esteri, così come sono state votate dagli iscritti al Movimento in rete ottenendo rispettivamente 14.431, 10.693 e 8.529 voti. A seguire, in ordine di importanza: “Ripudio della guerra 6.814 voti; Smantellamento della Troika 6.589; Disarmo come premessa alla pace 5.548; Russia: un partner economico e strategico contro il terrorismo 5.324; Riformare la Nato 4.547; Risoluzione dei conflitti in Medio Oriente 4.219; Nuovi scenari di alleanze per l’Italia 3.197″. In totale hanno partecipato alla votazione 23.481 iscritti al Movimento, che hanno espresso 69.891 voti complessivi. Il programma M5s prevede dieci punti, in merito all’importanza dei quali gli attivisti sono stati chiamati a esprimersi. La linea è quella già più volte ribadita negli ultimi anni dal Movimento: forte critica all’Europa e quindi alle politiche di austerità e apertura di credito alla Russia di Putin (tornando a chiedere la rimozione delle sanzioni). Non c’è nessun riferimento al referendum sull’Euro, più volte annunciato dal M5s, o sulla permanenza o meno all’interno dell’Unione europea.

Al primo punto quindi, gli attivisti hanno deciso di mettere il contrasto ai “trattati internazionali come TTIP e CETA”, ovvero i trattati di libero scambio con Usa e Canada che l’Unione europea sta negoziando in questi mesi. “Questi”, si legge, “mettono a rischio i diritti dei lavoratori, i diritti sociali, la preservazione dell’ambiente, della biodiversità e delle risorse territoriali. L’accesso alle risorse essenziali e la difesa dei beni comuni vengono considerati parte integrante della tutela dei diritti umani”. Subito dopo, con uno scarto di circa 4mila voti, è stato deciso di mettere la difesa della sovranità e dell’indipendenza degli Stati. Con un chiaro messaggio all’Unione europea e che rievoca le parole degli anti-europeisti: “La politica estera del Movimento 5 Stelle”, continua il manifesto grillino, “si basa sul rispetto dell’autodeterminazione dei popoli, la sovranità, l’integrità territoriale e sul principio di non ingerenza negli affari interni dei singoli Paesi. Sul rispetto del multilateralismo, della cooperazione e del dialogo tra le popolazioni e sulla rigorosa applicazione dei principi sanciti dalla Carta delle Nazioni Unite. In particolare, si ripudia ogni forma di colonialismo, neocolonialismo e/o ingerenza straniera”. E sempre sullo stesso spirito, ecco il terzo punto: lotta all’austerità dell’Ue. “Il Movimento 5 Stelle si farà promotore di un’alleanza con i Paesi dell’Europa del sud per superare definitivamente le politiche di austerità e rigore, facendo fronte comune per ottenere una profonda riforma dell’eurozona e dell’Unione Europea”.

Al quarto punto compare il ripudio della guerra: “Il M5s riconosce il diritto alla pace, inteso come diritto irrinunciabile e inalienabile di tutti i popoli della Terra. Il Movimento 5 Stelle, per questo, si opporrà ad ogni intervento armato ovunque si vogliano ripercorrere gli errori (crimini) del passato fatta eccezione per le truppe di mera interposizione pacifica”. Quinto punto: smantellamento della Troika: i grillini ribadiscono l’opposizione a quelli che loro chiamano “ricatti dei mercati e della finanza internazionale travestiti da riforme”. Che per loro significa: “Impegnarsi per lo smantellamento del MES (Fondo “Salva Stati”) e della cosiddetta Troika, organismi sovranazionali che hanno appaltato la democrazia delle popolazioni imponendo, senza nessun mandato popolare, le famigerate rigorose condizionalità”. I 5 stelle dicono anche di voler “combattere in ogni sede possibile le pratiche oggi utilizzate dalle multinazionali per eludere il fisco mediante triangolazioni internazionali. Lavoreremo, infine, per la riforma dell’architettura finanziaria internazionale e, a tal fine, aumenteremo la cooperazione con tutti quegli organismi, come il G7 più Cina, che si impegnano in questa direzione”. Al sesto punto, gli utenti M5s hanno messo il disarmo: “Il M5s vuole fare del Mediterraneo una zona di pace libera da armi nucleari. Faremo riferimento all’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile per l’affermazione di società pacifiche e la riduzione del finanziamento illecito e del traffico di armi. Il Movimento 5 stelle si impegnerà, inoltre, con tutti i popoli del Mediterraneo che hanno a cuore le stesse esigenze, a sviluppare nuove forme di relazioni internazionali che garantiscano pace e stabilità nonché nuovi modelli di produzione compatibili con la preservazione della madre terra e dell’eguaglianza sociale”.

E’ solo al settimo punto, con 5.324 voti, che i grillini hanno messo il principio secondo cui la Russia deve essere considerato “un partner economico e strategico contro il terrorismo”. Da sempre i 5 stelle chiedono che siano tolte le sanzioni a Mosca, un’idea che loro rivendicano in difesa del made in Italy: “Le sanzioni, e le conseguenti contromisure volute da Mosca, hanno pesato sull’export italiano per 3.7 miliardi di euro nell’ultimo anno complicando, inoltre, ogni possibile forma di collaborazione anche in tema di lotta al terrorismo. Il Movimento 5 stelle lavorerà per il ritiro immediato delle sanzioni imposte alla Russia e per il rilancio della cooperazione con quello che considera un partner strategico fondamentale”. Proprio rapporti tra i grillini e Putin hanno creato molte polemiche negli ultimi mesi: i 5 stelle dicono che si tratta di semplice dialogo “perché noi parliamo con tutti”, mentre la maggioranza li accusa di essere tra i principali interlocutori di Mosca.

All’ottavo punto arriva un’altra delle iniziative destinate a far discutere: la volontà di procedere con il disimpegno dell’Italia dalla missioni militari della NATO e quindi la rimessa in discussione dell’Alleanza atlantica: “Vogliamo un adeguamento dell’Alleanza Atlantica (NATO) al nuovo contesto multilaterale, sostenendo un inquadramento delle sue attività in un’ottica esclusivamente difensiva. Sottoporremo al Parlamento un’agenda per il disimpegno dell’Italia da tutte le missioni militari della NATO in aperto contrasto con la lettera e lo spirito dell’art. 11 della nostra Costituzione. Consideriamo, inoltre, il nostro territorio indisponibile per il deposito e il transito di armi nucleari, batteriologiche e chimiche nonché per installazioni e addestramenti che ledano la salute degli italiani”.

In coda troviamo la risoluzione dei conflitti in Medio Oriente e nuove alleanze per l’Italia. Innanzitutto si specifica che i 5 stelle “promuovono la cessazione immediata dell’interventismo militare camuffato da umanitario che è la principale causa del disastro attuale”. Che per loro significa lavorare per “il riconoscimento dello Stato di Palestina nei confini stabiliti dalle Nazioni Unite nel 1967, la cessazione di quegli embarghi economici che colpiscono quasi esclusivamente le popolazioni civili (come nel caso della Siria) e all’embargo totale di armi a tutti quei Paesi sospettati di finanziare direttamente o indirettamente i terroristi internazionali”. Più generico invece il punto, messo in coda dagli elettori, che riguarda le nuove alleanze: “Il Movimento 5 Stelle riconosce nel multilateralismo il nuovo paradigma guida delle relazioni internazionali e si impegna da un lato a sostenere una riforma degli organi decisionali delle Nazioni Unite imperniata su tale principio, dall’altro ad allargare i rapporti economici e diplomatici a nuove alleanze strategiche come quelle dei BRICS, delle organizzazioni regionali presenti in America Latina o ad altre che nasceranno in futuro, al fine di promuovere una crescita politica, economica e sociale dell’Italia”.