A bordo di un carro armato artigianale volevano occupare piazza San Marco a Venezia e nelle intercettazioni si dicevano convinti che dalla loro parte ci sarebbe stati anche alcuni rappresentanti delle forze dell’ordine. Sono passati quasi tre anni da quel 2 aprile del 2014 quando 24 secessionisti lombardo-veneti vennero arrestati con l’accusa di associazione a delinquere con finalità di terrorismo, eversione dell’ordine democratico e fabbricazione e detenzione di armi da guerra. Per loro è stato chiesto il processo. Complessivamente furono una cinquantina gli indagati e per 34 è stato chiesto il rinvio a giudizio. Oggi davanti al tribunale bresciano è stata celebrata l’udienza preliminare. All’esterno del Palazzo di Giustizia bresciano si sono radunati un centinaio di manifestanti, sventolando bandiere della Liga Veneta e intonando cori per l’indipendenza del Veneto e della Lombardia.

Il gup Alessandra Sabatucci ha stabilito che il processo, per terrorismo, continuerà a Brescia e non si sposterà in Veneto dove invece, a Rovigo, è in attesa di definizione l’inchiesta sulla costruzione del Tanko, che fu realizzato in un capannone nel Padovano. Il pm Carlo Nocerino, che ha ereditato il fascicolo bresciano dal collega Leonardo Lesti trasferitosi a Milano, ha chiesto il rinvio a giudizio per 34 secessionisti. Tra questi anche l’ex sottosegretario nel primo Governo Berlusconi Franco Rocchetta, il leader del Movimento 9 dicembre di Verona Lucio Chiavegato e Flavio Contin già tra i protagonisti dell’occupazione del campanile di San Marco nel 1997 e che erano stati arrestati nel 2014. L’accusa intende procedere contro chi ha “costituito, organizzato e finanziato un’associazione denominata l’Alleanza con il proposito del compimento di atti di violenza quali l’occupazione militare di Piazza San Marco a Venezia, diretti a costringere i legittimi poteri pubblici ad acconsentire alla indipendenza del Veneto e di altre regioni del Nord Italia, così determinando lo scioglimento dell’unità dello Stato e l’eversione dell’ordine democratico” scriveva la Procura nell’ordinanza di custodia cautelare. In aula il pm bresciano ha chiesto, oltre ai 34 rinvii a giudizio, anche 13 proscioglimenti e nell’elenco figurano anche le posizioni dei veneti Felice Pane, Pietro Pastò Vasco Vertuan che erano finiti in carcere tre anni fa. Uno solo dei coinvolti, il bresciano Michele Cattaneo ha chiesto la celebrazione del processo con rito abbreviato. L’udienza preliminare è stata aggiornata al 17 marzo.