Si ritrovavano ad Erbusco, nel cuore della Franciacorta bresciana, a rimembrare tra vigneti e colline i fasti della Serenissima e a progettare insurrezioni armate contro la Repubblica italiana. E’ nella trattoria dell’azienda agricola Boschi che nella primavera del 2012 nasce il progetto secessionista con la curiosa associazione Brescia Patria per l’indipendenza del “popolo camuno”, definita dal gip Cesare Bonamartini “il volto pubblico del progetto insurrezionale secessionista” che si legherà poi ai colleghi indipendentisti veneti. Un bancario, Corrado Manessi – secondo una fonte sentita dai carabinieri del Ros – aiuta gli amici ad aprire un conto corrente alla Cassa Padana di Brescia su cui passano i soldi per finanziare i secessionisti sardi e piemontesi. E il gioco si fa (più) serio. Dall’unione delle diverse anime nasce l’Alleanza. E’ il 26 maggio 2012.

INTERCETTAZIONI
La sfiducia nella politica

Non mancano frecciate alla Lega Nord e a un suo esponente di spicco, chiamato da un indipendentista “l’ebete di Varese”.

Contin: guarda che siamo solo noialtri che possiamo cambiare la storia…dal ’97 in qua…tutti i tentativi politici ce l’hanno fatto prendere in quel posto…se qualcuno ha una soluzione migliore della nostra dammi l’indirizzo che mi metto subito a sua disposizione…
Gerry: dammi l’indirizzo..addirittura…
Contin: noialtri siamo sicuri di vincere
Gerry: ma…io…non dispero nella politica
Contin: no…no…la politica…anche perché è fatta all’italiana…guarda…la politica bisogna che te la rotoli sul sistema italiano…hai capito? Non puoi andare fuori…hai visto che ha fine ha fatto quell’ebete di Varese? Bisogna essere realisti ma in maniera fanatica perché se no guarda non ce la facciamo…perché passa tempo…ed abbiamo due nemici: lo Stato italiano e il tempo che abbiamo a disposizione…”

La polizia con noi “come in Libia”
La polizia? “Si metterà con i vincitori”. Il riferimento è alle primavere arabe: uno dei punti che ha preoccupato gli investigatori è l’intento sovversivo dell’azione e il presunto collegamento con le forze armate.

Orini: Allora…Adalberto sta attento cosa dovrebbe succedere. Allora…ci sarà una piccola parte o dei carabinieri o della polizia che starà dalla parte degli insorti”
Adalberto: Dici?
Orini: Poi una piccola parte sempre dei carabinieri o della polizia o della guardia di finanza che starà dalla parte dello Stato…la parte più forte che potrebbe essere l’esercito e gli altri che se ne stanno a guardare…staranno a vedere…staranno a vedere e si metteranno dalla parte dei vincitori come è successo in altri paesi…
Adalberto: In Libia…
Orini: in Libia esatto…zio porco…

L’arsenale albanese e la diplomazia serba
Le armi venivano dall’Albania, il primo Paese (pensato) amico era la Serbia.

Lanza: Sono in aereo che bisogna che spenga il cellulare
Faccia: Ah, sei in aereo…e dove stai andando di bello?
Lanza: Sto andando in Albania dagli amici (…) e ci troviamo sabato mattina prossimo che dobbiamo andare a lavorare là all’arsenale…
Faccia: Va ben
Lanza: A un certo punto noi alla Serbia abbiamo detto: “Guardate che noi abbiamo bisogno di un Paese amico…siamo veneti”…io sono…noi non abbiamo mai riconosciuto il Kosovo, per noi è stata una delle ingiustizie bestiali…invece il nostro popolo che è sempre stato amico della Serbia e c’è la storia…infatti io devo portargli una bandiera…(incomprensibile) al Primo Ministro…sarò ricevuto in udienza con l’interprete…stiamo preparando adesso però…allora molto probabilmente io so cosa ci rispondono: “Noi vi riconosciamo, ma prima dovete fare voi un passo avanti”…e noi il TANK…quello è il lavoro che stiamo facendo (…) e se in un Paese neutrale l’ambasciatore estero dovesse fare una conferenza stampa con noi…cosa ne pensi? Meneghelli: il Veneto vuole andare.

I laser accecanti e le prove di guerriglia
Faccia: Mi serve, gli dici, due telecamere che siano di grandi dimensioni, possibilmente, che abbiano un’eccezionale visibilità.
Lanza: Sì eh…
Faccia: E portata…
Lanza: Io le ho viste, quelle del drone…Il drone è uno strumento…
Faccia: Sì sì, lo so che cosa è un drone
Lanza: E magari quando noi sentiamo tic che colpiscono là, allora…osti! Niente.
Faccia: Ma solo se ci fosse lo scontro vero e proprio…se ci fosse lo scontro vero e proprio…è chiaro che pensano di distruggere il TANKO più che distruggere la…diciamo…
Lanza: Ma dopo che ti buttano giù…quei quattro che buttano giù quello che ha il…
Faccia: Ma se ci fosse…però loro sai cosa fanno? Cercheranno, da furbi, prima di arrivare allo scontro fisico, di neutralizzare il pilota, il capo-TANKO, attraverso le cosiddette armi non letali. Le armi non letali hanno i famosi laser accecanti…hai capito?
Lanza: Sì, sì, sì figa!
Faccia: Ufficialmente, hai capito? Sono armi infami e subdole, però ufficialmente non sono mortali, hai capito?
Lanza: Non potremmo mica avere anche noialtri della roba del genere?
Faccia: In certe situazioni puoi accecare…oppure puoi…a seconda di come che…a seconda di come…diciamo che sul TANKO ti possono rendere momentaneamente cieco. Ecco! Perché non riescono proprio a…mentre se hai la telecamera, quelle cose lì se le mettono nel culo, hai capito?

Il Tanko: Luigi Faccia, in un’assemblea, illustra le doti del blindato
Faccia: Due parole su come questo TANKO, alla fine è ingegnere…perché ingegnere? Perché ha la ruspa, dunque è in grado di abbattere qualsiasi ostacolo che si frappone durante la battaglia (…) ed è in grado di sopraffare…qualunque ostacolo. Perché combattente? Perché ha un’arma e giustamente (incomprensibile) perché è in grado, se necessario, se qualora non capissero come nel ’97 non capirono l’indipendenza che abbiamo illustrato (…) è combattente perché ha quest’arma…l’arma è in grado di colpire con efficacia perché quando (incomprensibile) dovessero ricorrere anche loro (incomprensibile) … perché il TANKO è in grado di sopportare eventuali colpi … la corazza di conseguenza è in grado di sopportare colpi non indifferenti. Dunque non dobbiamo stare attenti a schivarli, questi colpi … di medio e grosso calibro.

“Ho fatto due ricerche su internet”
Alloisio: Anche perché poi, stanotte ho dormito poco (…)
Abeni: Come mai? Perché non avevi sonno?
Alloisio: No, non avevo sonno…un po’ di pensieri …un po’ di menate…Niente, sono andato a vedere un po’ di cosette che ti dirò stasera riguardo a….
Abeni: Ah, ok, ho capito…
Alloisio: …a quanto detto ieri sera…perché lì…niente, sono andato così a leggermi qualcosina in internet. Poi ti ragguaglio stasera, perché bisogna…niente, poi te lo dirò…Bisogna vedere un pochino bene quello che succede poi, cinque minuti dopo, ecco…perché in effetti, ti dirò che i precedenti, insomma…non è una cazzata.
Abeni: No, no infatti, assolutamente! (…)
Alloisio: Eh! Bisogna prendere in considerazione che le conseguenze sono decisamente pesantine per tutti.
Abeni: Eh, lo so…
Alloisio: Sai com’è, la gabbia non è che sia propriamente…un mio obbiettivo. Il problema è che da quel punto di vista è quasi certa! Per cui…niente, poi stasera ti spiego.
Abeni: Ma, fondamentalmente, non credo. Cioè, il fatto…
Alloisio: No! No! Non è fondamentalmente, bello mio! Io sono andato a leggermi in internet…ho fatto una cosa semplicissima: sono andato a vedermi le motivazioni alla base delle sentenze. Eh, figa, ragazzi! Perché dipenderà molto da quello che dici, hai capito? Però lì effettivamente si parla di qualche annetto. Eh, ragazzi!

Gli arrestati e il referendum
Nella Toyota di Lanza (il 27 gennaio 2013) si parla anche di referendum.

Lanza: (…) Ci saranno tanti che avranno l’orgoglio…adesso vogliamo l’indipendenza…magari cominciamo a raccogliere le firme, anche se non serve ad un cazzo…però la gente ci pensa…
Turco: Ma no…ma come fai a dire che non serve ad un cazzo
Lanza: Ah beh, allora in questo caso qua sì…se non…dopo ecco, dopo l’evento che faremo noialtri può darsi che obbliga lo Stato italiano…quello sì…ma prima di tutte quelle raccolte di firme e compagnia bella…bisogna che tu fai quell’azione lì….dura…violenta…e compagnia bella
Turco: Ma scusa, ma…dura…
Lanza: Sì perché l’ONU non ti concede…l’ONU vuole cioè…qua sì ci sono i termini di consenso…cioè…tu hai la raccolta di firme? Benissimo (…) Le firme bisogna…ogni indipendenza, comunque, secondo l’ONU deve passare attraverso un riconoscimento a livello di referendum….bisogna che venga fatta una votazione come hanno fatto nel Québec…a suo tempo…in Canada…un Paese civile…
Turco: va beh…
Lanza: No, perché questo significherebbe…dei cavilli…un’ingerenza giuridica che l’ONU può fare qualche pressione, ma non può dire “Prova…guarda che tu Italia dovresti” non può…perché in un Paese …
Turco: (…) No… una domanda… Ma il Veneto non ha realizzato questo progetto qua…
Lanza: Sì, sì, che ci arrivi… che viene realizzato che arrivi fin là, sì, perché stiamo per arrivarci. Cioè fin lì… tu porti il materiale lì, fai quel che devi fare, sì ci arrivi! O qualcuno che tenta per me di avere gli agganci nei vari Paesi esteri, magari presso le ambasciate… sì, ci credo! Da lì in avanti è un’opzione forte, perchè è l’Europa a cambiare la tua costituzione e a fare il referendum, perchè tu altrimenti non sei in grado di controllare il tuo territorio. Perchè se si mettono a girare carri armati per le tue città, qui non ci siamo mica… allora sì, ma solo e semplicemente la raccolta di firme per avere un referendum, che questo Paese non le permette per costituzione…