A un anno dal primo annuncio ufficiale, e a otto mesi dal referendum sulla Brexit, la Borsa di Londra getta la spugna e rinuncia alla fusione con quella di Francoforte, da cui sarebbe nata la più grande piazza europea. Il London Stock Exchange, che dal 2007 controlla anche Borsa Italiana, non andrà a nozze con Deutsche Börse perché non intende soddisfare la richiesta dell’Antitrust Ue di cedere la quota di controllo di Mts, piattaforma di trading su cui vengono scambiati principalmente i titoli di Stato italiani.

Con la nota diffusa nella tarda serata di domenica Lse ha reso pubblico il nuovo vincolo posto da Bruxelles lo scorso 16 febbraio ma comunicato solo alle parti: vendere il 60% di Mts, appunto. Un paletto ulteriore che si aggiunge a quello, accettato, di scorporare la cassa di compensazione Clearnet per poi cederla. Secondo la società che gestisce la borsa di Londra, la richiesta della commissione è “sproporzionata” e la cessione di Mts avrebbe effetti dannosi per la propria attività. Il diniego di vendere la piattaforma di trading del reddito fisso italiano rende però “altamente improbabile“, per ammissione dello stesso gruppo, che Bruxelles approvi l’operazione.

Nella nota si legge che Mts è poca cosa rispetto al business complessivo di Lse ma è la principale piattaforma di trading di bond governativi europei, in particolare in Italia, e ha una “importanza sistemica”. Il cambio dell’azionista di controllo di Mts richiederebbe l’approvazione da parte delle autorità italiane. Secondo fonti vicine alla situazione, citate da Reuters, il Tesoro italiano era preoccupato del possibile passaggio a Deutsche Börse, visto che in questo modo probabilmente Mts sarebbe confluito in Eurex, la controllata della borsa di Francoforte attiva sui titoli di Stato.

Bill Cash, un deputato conservatore euroscettico britannico che ha condotto un dibattito parlamentare sulla fusione la scorsa settimana, ha affermato che “Brexit ha cambiato tutto”. Secondo Cash “è inconcepibile che dopo la Brexit, cioè dopo aver lasciato l’Unione europea, la nostra Borsa sia effettivamente diretta dalla Germania”. Da parte sua Deutsche Börse ha scaricato la responsabilità del probabile fallimento dell’operazione su Lse: con una nota separata ha sottolineato che la decisione di non vendere Mts è della sola Londra.