Renzi? Oggi lui alla guida del Pd è un limite. Il Pd è diventato il partito di Renzi e non è più il Partito Democratico“. Così il deputato della minoranza dem, Roberto Speranza, si pronuncia sul segretario Pd, Matteo Renzi, durante Otto e Mezzo (La7). Vivacemente incalzato dalla conduttrice, Lilli Gruber, e dal presidente di Rcs Libri, Paolo Mieli, Speranza esprime la posizione della minoranza del Pd: “Una scissione in parte c’è già stata, con una parte degli elettori che si sono allontanati. E noi chiediamo di riavvicinarli. Se ci sono le condizioni per provare a far ridiventare questo partito, ormai sempre più personale, nel grande Partito Democratico, allora ben venga il congresso“. E aggiunge: “Renzi domenica si dimette, come c’è scritto sulla lettera che mi è arrivata. In passato, si sono dimessi Bersani e Veltroni e non si sono ricandidati. La differenza? Secondo me, in quelle due occasioni precedenti le dimissioni sono state l’atto di massima generosità che il capo di un partito politico potesse fare, nel senso che ci si è messi di lato per salvare il partito e la comunità. Con Renzi mi sembra che le dimissioni siano un atto di egoismo e di egocentrismo, come a dire che la comunità sta lì e lui mette in salvo se stesso”. “Ma allora uscite prima del congresso”, obietta Meli. “Temo che sia una questione psicoanalitica“, commenta il senatore Pd Gianrico Carofiglio. “E’ inaccettabile parlare di questione psicoanalitica”, replica Speranza