Un catalogo immenso, frutto di 20 anni di osservazioni fatte grazie a uno strumento montato sul telescopio delle Hawaii, Hires, e che conta quasi 61.000 misure di oltre 1.600 stelle: è online e pubblica la più grande enciclopedia dei pianeti esterni al Sistema Solare, i cosiddetti pianeti ‘alieni’. Ne sono stati individuati più di 100 potenziali, grazie a un’enorme banca dati, unita a un software open-source per l’elaborazione, che contiene informazioni basate sulle variazioni che i pianeti provocano nella luminosità delle loro stelle.

Descritto sull’Astrophysical Journal, il progetto si deve al gruppo del Massachussets Institute of Technology (Mit) coordinato da Jennifer Burt. È lei stessa a spiegare le ragioni che hanno portato alla decisione di rendere pubblico il database: “Non siamo abbastanza per analizzare tutti questi dati. Stiamo cercando di fare scienza in modo più ‘comunitario’, in modo che gli altri possano accedere alle informazioni e vedere qualcosa di interessante. Ci sono migliaia di pianeti fuori dal Sistema Solare e moltissimo lavoro da fare”. Per questo, precisa Burt, gli studiosi del Mit hanno deciso di chiedere l’aiuto di altri ‘occhi’.

Tra il centinaio di potenziali pianeti ‘alieni’, il gruppo di ricercatori ne ha individuato uno in orbita intorno a GJ 411, la quarta stella più vicino al nostro Sistema e che ha circa il 40% della massa del Sole. Per scoprirli, hanno puntato il telescopio su più di 1.600 stelle vicine, tutte a 325 anni luce dalla Terra. Uno strumento ha consentito loro di calcolare i minuscoli movimenti compiuti da una stella: così hanno visto che quando si muove verso e via da noi, secondo uno schema regolare, può segnalare la presenza di un pianeta che orbita intorno alla stella. “Abbiamo iniziato pensando che ci fossero 5-10 pianeti lì fuori, per poi scoprire che quasi ogni stella vicino a noi ha un pianeta”, sottolinea Burt. Le osservazioni continueranno in futuro, e i ricercatori aggiorneranno periodicamente i dati, sempre lasciandoli a disposizione di tutti.

Il database messo a disposizione dal Mit