Federico Pizzarotti ha deciso di riprovarci. Mentre in città lo scenario politico dei candidati per le amministrative 2017 si sta via via definendo, il primo cittadino in carica rompe gli indugi e dichiara la volontà di scendere di nuovo in campo. L’annuncio che tutti a Parma prima o poi si aspettavano è arrivato sabato 21 gennaio dalla pagina Facebook del sindaco con un breve video: “Ho deciso di ricandidarmi, per non lasciare un buon lavoro a metà e per rimettermi a disposizione della nostra comunità. E ora, nello stesso giorno di 5 anni fa, ci mettiamo in cammino”.

Pronto per un altro mandato, questa volta senza alcun simbolo politico nazionale alle spalle, dopo cinque anni che lo hanno visto passare dalla storica vittoria con il Movimento 5 stelle alla guida del Comune in solitaria con il solo sostegno del suo gruppo consiliare “Effetto Parma”. Nel suo governo segnato dai dissidi con i vertici Cinque stelle, Pizzarotti ha sempre ripetuto di avere come punto fisso “il bene della città e dei suoi cittadini”, più che i problemi interni riguardanti il Movimento. E anche nel video in cui annuncia la sua ricandidatura non ci sono riferimenti al suo passato pentastellato, ma solo al lavoro fatto per la città.

“Cinque anni fa l’immagine di Parma era quella di una città in declino, a un passo dal fallimento economico”, esordisce il sindaco nel video, elencando poi i risultati raggiunti dalla sua amministrazione: dai conti in ordine al riconoscimento di Parma come unica città italiana della gastronomia Unesco, ai risultati sul turismo, fino alla rinascita del Teatro Regio e all’edilizia scolastica. Una città, ricorda Pizzarotti, “che ha vinto la partita che tutti davano per persa: superare le difficoltà e tornare a essere protagonista nel Paese”.

Eletto a maggio 2012 con i Cinque stelle e Beppe Grillo che esultava per Parma Stalingrado pentastellata, Pizzarotti è uscito ben presto dalle grazie del Movimento, fino al suo definitivo addio a inizio ottobre 2016. A pesare nella sua scivolata soprattutto la battaglia persa contro l’inceneritore di Ugozzolo, che per i vertici, in particolare per Gianroberto Casaleggio, era stata una mancata promessa verso gli elettori. Da allora Pizzarotti e Parma sono finiti in un graduale isolamento: dentro il M5s formalmente, ma fuori a tutti gli effetti, non graditi sulle passerelle di Italia Cinque stelle, boicottati nelle iniziative organizzate per gli amministratori come la “Scuola dei sindaci” e oscurati dal blog di Beppe Grillo. Pizzarotti dal canto suo non ha mai nascosto la sua indipendenza di pensiero, criticando per esempio le espulsioni o gli atteggiamenti dei vertici, cercando sempre il confronto e l’incontro, che gli sono però sempre stati negati.

Fino all’ultimo, quando un avviso di garanzia su un’indagine per le nomine del Regio, tenuto nascosto in attesa che il procedimento penale (poi archiviato) facesse il suo corso, gli è costato una sospensione a “tempo indeterminato” dai Cinque stelle. È stato Pizzarotti, dopo mesi di limbo, a decidere di fare il passo definitivo verso l’uscita dal Movimento, di cui ha fatto parte fin dai tempi della fondazione, per andare da solo per la sua strada insieme al suo gruppo consiliare. Il suo lavoro però è stato riconosciuto a livello nazionale grazie al suo ruolo nell’Anci e al rapporto con altri amministratori, come ha dimostrato anche l’evento “L’Italia dei sindaci” organizzato a Parma lo scorso novembre.

A chi in questi mesi gli chiedeva se si sarebbe ricandidato nel 2017, Pizzarotti ha sempre indicato la via della “lista civica”, con il suo operato in questi anni come biglietto da visita e nessuna alleanza con altre forze politiche. I dettagli della sua ricandidatura saranno svelati in una conferenza stampa lunedì 23 gennaio, ma quello che è certo è che molti della sua squadra hanno già dato la disponibilità a sostenerlo anche in questa seconda sfida elettorale.