Beppe Grillo sconfessa il sindaco M5s Federico Pizzarotti. “L’incontro con i sindaci e i candidati sindaco del MoVimento 5 Stelle“, scrive il leader sul blog, “alle amministrative di maggio, organizzato da Pizzarotti a Parma a marzo, non è stato in alcun modo concordato con lo staff né con Beppe Grillo”. Un post scriptum apparso in un articolo sul sito che nasconde mesi di incomprensioni e rotture. Nel mirino questa volta, l’evento pianificato per il 15 marzo a Parma. Il primo cittadino a 5 Stelle, per la seconda volta, aveva organizzato una giornata di incontro tra tutti i candidati alle prossime amministrative delle liste grilline. Un appuntamento già sperimentato lo scorso anno e un modo per parlare con gli aspiranti politici per cercare di essere più efficaci tra campagne elettorali e strategie politiche. La risposta da Parma arriva dopo poche ore: “L’incontro dei candidati e sindaci M5S a Parma”, scrive Pizzarotti su Twitter, “è stato organizzato come quello dello scorso anno. Se fare rete non va bene fate voi“. L’incontro intendeva radunare i candidati alle prossime amministrative. Una formula già sperimentata l’anno scorso con circa 56 candidati provenienti da tutta Italia (soprattutto il Nord Est) arrivati in Emilia Romagna per imparare nella città a 5 stelle per eccellenza. 

I rapporti tra Grillo e Pizzarotti si sono raffreddati da un po’ di tempo. Il sindaco prodigio, il primo a portare i 5 stelle in una città di grandi dimensioni e il politico accompagnato sui palchi d’Italia dal leader, viene guardato ora con sospetto. Ultima occasione di scontro? Le espulsioni dei quattro senatori dissidenti dal gruppo sono state mal digerite dall’amministratore di Parma. “Non capisco le motivazioni”, aveva scritto su Facebook ventiquattro ore dopo la cacciata. Un post breve arrivato dopo una notte di riflessione. Poi il giorno dopo, la presentazione del suo libro a Milano con tra gli ospiti anche il deputato Pd Pippo Civati: “Sia chiaro”, aveva specificato, “che non c’è nulla di studiato, è una coincidenza, un evento organizzato da tanto tempo”. Ma nel corso della serata non aveva potuto nascondere le perplessità sulla cacciata e i malumori interni. Secondo i più vicini al sindaco, il leader M5s non parla con Pizzarotti da agosto. Il primo motivo di scontro era stata la difficile questione dell‘inceneritore di Parma. Grillo in campagna elettorale aveva detto: “Per accendere l’impianto dovranno passare sul mio cadavere”. Ma la vicenda era già andata troppo avanti e nessuno sforzo era servito per riuscire a bloccare l’accensione. Un fallimento che è pesato sulla linea politica dei grillini che tanto si battono contro le promesse dei politici che “parlano senza realizzare”. E lo smacco di Parma, Grillo non l’ho mai potuto accettare. Tanti i silenzi, molte le perplessità espresse dallo stesso Pizzarotti che più di una volta non ha nascosto il suo pensiero su alcuni dei temi più importanti. Ora potrebbe essere il momento della rottura.

Chi non si stupisce dello strappo è l’ex espulso M5S Giovanni Favia, consigliere comunale in Emilia Romagna, secondo cui “Pizzarotti è nella black list di Beppe Grillo da tempo, ancora non lo hanno espulso solo perché hanno paura che a toccarlo esploda la scissione del Movimento”. “Federico – spiega Favia – è nella black list di Grillo perché prima lavoravamo insieme, e quando venni espulso io Pizzarotti non fece il talebano con me, si comportò senza prendere le distanze. E ancora di più perché, appena diventato sindaco, avrebbe voluto Valentino Tavolazzi, il primo espulso via blog, come direttore generale del Comune di Parma”.