Fu precursore di ribaltoni eclatanti dal centrodestra al centrosinistra, ottenne percentuali bulgare, posò in costume con la fascia tricolore sulle pagine di un rotocalco patinato e firmò una delibera con la quale invitava gli alieni nella sua città per salutare il nuovo millennio. Soprattutto, però, Giovanni Antonino, sindaco di Brindisi dal 1997 al 2003, è stato arrestato tre volte, in due occasioni ha patteggiato pene per un totale di 3 anni e 8 mesi per corruzione e una volta lo stesso reato – legato alle presunte mazzette per la costruzione del rigassificatore della British Gas tanto caro a Berlusconi e Blair – è finito in prescrizione durante il processo. La politica? La sua grande passione, dai tempi del Partito Repubblicano a oggi. Tanto che nonostante le rovinose cadute, nel 2011 annunciò d’essere pronto a candidarsi nuovamente come sindaco con una lista chiamata Spartacus, il gladiatore che sconfisse il potere costituito. “La gente mi ha amato e mi ama ancora”, disse a Il Fatto Quotidiano, probabilmente non a torto. Alla fine, sfumò tutto. Ma l’amore ancestrale per la cosa pubblica, questo è certo, non si è mai affievolito. E adesso, finalmente, tutto è compiuto.

Si occuperà di fondi europei e beni comuni – Dopo un inabissamento durato qualche anno, alcuni ‘suggerimenti’ dati senza ricoprire incarichi ufficiali, Antonino torna. Per davvero. A tendere la mano è stato il Nuovo Centrodestra-Area Popolare di Angelino Alfano. Lo ha scelto il segretario provinciale Ciro Argese con il benestare del responsabile regionale. Mercoledì, l’annuncio: “Caro Giovanni, la tua esperienza è necessaria per la crescita del nostro partito in provincia di Brindisi. La collaborazione instauratasi tra noi già da tempo ha rappresentato e, ne sono convinto, rappresenterà ancora per molto tempo un importante momento di confronto e approfondimento dei tanti e annosi problemi che attanagliano il nostro territorio”, è stata la lettera che il luogotenente di Alfano nel Brindisino ha inviato all’ex sindaco.

L’incarico da dirigente riguarda il marketing localizzativo. Di cosa si tratta, lo ha raccontato lo stesso Antonino sulla sua pagina Facebook, dove dal momento dell’ufficialità fioccano attestati di stima e qualche polemica. “Rendere attrattivo il territorio, favorire gli investimenti, anche grazie agli strumenti messi in campo dalla Comunità Europea, magari valorizzando, a un tempo, i beni comuni spesso lasciati in stato di abbandono, credo sia una strada obbligata per rilanciare l’economia e l’occupazione nel nostro territorio”, ha spiegato l’uomo che nel 2002 a capo di una coalizione di centrosinistra riuscì a vincere le elezioni comunali con il 73% dei consensi e portò in politica per la prima volta alcuni degli attuali (e più discussi) consiglieri comunali.

Arresti, patteggiamenti e la gaffe sessista – Percentuali bulgare e grande consenso evaporarono in un amen la mattina del 9 ottobre dell’anno dopo, quando Antonino venne arrestato in un hotel a Roma, travolto da una maxi-inchiesta che portò in carcere altre 7 persone tra amministratori e imprenditori e vide in tutto 27 indagati. I pm Giuseppe De Nozza e Adele Ferraro lo descrissero come il “padrone della vita politica e amministrativa” di Brindisi, dove le mazzette erano il carburatore di spezzoni della vita cittadina, dal porto al carbone per le centrali elettriche. Antonino patteggiò una pena di 3 anni e 6 mesi, vedendo interrotta la sua carriera da sindaco.

Le inchieste invece continuarono e lo colpirono ancora. Prima quella legata alla costruzione di un villaggio turistico sulla costa: stessa accusa, corruzione, e un altro patteggiamento, questa volta a 2 mesi. Poi la vicenda rigassificatore della British Gas. Secondo la procura, Antonino ci era ricascato, chiedendo mazzette per le autorizzazioni: venne arrestato nel 2007, ma nel 2012 il reato è stato dichiarato estinto per decorrenza dei termini. Nel 2014, un ultimo strascico, legato al fotovoltaico, chiusosi due mesi fa con un’archiviazione: a destare scalpore non fu tanto l’indagine, quanto la reazione dell’ex sindaco alla diffusione della notizia sulla stampa. La diede una giornalista: “L’informazione locale in mano alle donne. Alcune dimostrano di saper usare meglio la bocca che la mano…”, rispose urbi et orbi tramite i social network, prima di fare retromarcia parlando di equivoco.

Ncd: “Libero cittadino, non verrà candidato” – Il segretario provinciale Argese, tuttavia, sostiene che non vi sia nulla di imbarazzante per Ncd nella parabola politico-amministrativa di Antonino. “È un cittadino libero, ha pagato il suo conto con la giustizia. Ha assunto un ruolo di collaborazione con il partito, su settori a lui congeniali – spiega Argeseilfattoquotidiano.it – Sapevo che l’annuncio avrebbe provocato polemiche, ma ho incassato anche l’ok del responsabile regionale. Antonino ha un’indubbia esperienza amministrativa”. Finita però in maniera burrascosa: “Se ha commesso degli errori, ha pagato. E sarà un semplice dirigente provinciale. Ci sono tanti ‘ex’ che in sordina sussurrano ai partiti, noi facciamo tutto alla luce del sole – ribadisce – Non collaborerà con le amministrazioni pubbliche ma porterà idee e proposte politiche. Ed escludo una sua ridiscesa in campo”.

Che al momento non potrebbe avvenire, almeno per correre verso la poltrona già occupata a cavallo tra il vecchio e il nuovo millennio. Nel settembre 2011, infatti, la Corte dei conti di Roma lo ha condannato in via definitiva a risarcire il Comune per danni di immagine, a causa degli illeciti commessi nel ruolo di primo cittadino, per un totale di 2,1 milioni di euro. Non avendo mai versato nulla, nell’agosto 2012, la giunta comunale guidata da Cosimo Consales – poi anche lui arrestato (domiciliari) per corruzione – firmò una delibera, all’unanimità, per passare alle vie legali. La questione è ancora aperta. Nel frattempo, Antonino è tornato. Più che Spartacus, un’araba fenice.

Twitter: @andtundo