La Guardia di Finanza nella sede del Sole 24 Ore. Missione degli uomini del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria l’acquisizione di documenti utili all’inchiesta come i verbali del cda dal 2010 in poi e la relazione sulle copie digitali multiple commissionata lo scorso settembre dal consiglio d’amministrazione alla società di consulenza Protiviti. I pm di Milano Fabio De Pasquale e Gaetano Ruta hanno aperto un fascicolo sui conti del gruppo e nel quale si ipotizza il falso in bilancio a carico di ignoti. A fine settembre la relazione semestrale del gruppo aveva registrato tutti i principali indicatori finanziari in terreno negativo per 50 milioni di euro. Il cda si era dimesso; il nuovo ad adesso è Franco Moscetti.

I pm, che hanno già ascoltato diversi testimoni, a metà novembre hanno anche convocato il professore di Finanza aziendale dell’Università Bocconi di Milano, Mauro Bini, il quale in passato aveva svolto una perizia sui conti del gruppo e in particolare si era occupato, di stimare il valore recuperabile del patrimonio netto da iscrivere a bilancio.

Gli inquirenti vogliono far luce sull’esito dell’audit interno affidato a Protiviti dal gruppo per accertare quante fossero e a che prezzo venissero vendute le copie del Sole 24 Ore, in particolare le 109.500 vendute con contratti di abbonamento a banche, grandi imprese ed enti pubblici. In particolare, la relazione, al centro di due riunioni del cda del 3 e dell’11 novembre scorsi, aveva lo scopo di appurare se negli scorsi anni la dirigenza del gruppo aveva comunicato dati corretti ad Ads, la società che si occupa di rilevare le tirature dei giornali.

I vertici del Gruppo 24 Ore ribadiscono in una nota quanto già dichiarato in merito alla notizia dell’apertura di un fascicolo di indagine sulla situazione contabile del Gruppo da parte della Procura di Milano: “Siamo un libro aperto, massima trasparenza, massima tranquillità, massima fiducia nella magistratura”.