Elezioni politiche già in primavera, pur di disinnescare il pericolo dei referendum abrogativi di alcune parti del Jobs Act, che dovrebbero essere rinviati, per legge, in caso di scioglimento anticipato delle Camere. Contro le parole del ministro Giuliano Poletti, che ha evocato possibili elezioni prima del voto referendario, la segretaria generale della Cgil Susanna Camusso attacca ai microfoni del fattoquotidiano.it: “Il governo boicotta i referendum? Mi sembra che il ministro si stia sostituendo al Presidente della Repubblica nel decidere quando sarà il voto. E comunque la logica del rinvio dei problemi non li risolve di certo. Il voto del 4 dicembre e la reazione dei giovani lo dimostrano: non si scappa. Certi temi vanno affrontati, bisogna dare delle risposte”. Sarà la Corte Costituzionale a decidere sull’ammissibilità dei quesiti l’11 gennaio. Ma intanto Camusso replica anche alle parole di Confindustria, secondo cui, in attesa del referendum, non ci saranno più assunzioni: “Ho già visto Confindustria dichiarare che se si fosse votato No al referendum ci sarebbe stata la recessione. Forse dovrebbero smetterla di fare allarmismo”