Sulla raccolta differenziata il nuovo presidente dell’Anci Antonio De Caro promette di fare piazza pulita. Ancitel Energia&Ambiente, la società al 90% privata che gestisce con affidamento diretto da parte di Anci la banca dati sulla raccolta differenziata dei Comuni, “me la devo togliere davanti, è la prima cosa che devo togliere”. E anche il delegato Anci all’Ambiente Filippo Bernocchi, su quella poltrona da oltre dieci anni e presidente di Ae&a fino a febbraio scorso, “non sarà riconfermato nel suo ruolo. Quel posto andrà a un sindaco”. De Caro non commenta i conflitti di interesse dell’avvocato e politico pratese: “Non conosco la persona, ci siamo incrociati poche volte”, dice a ilfattoquotidiano.it. Ma assicura che “il ruolo di delegato all’Ambiente non gli sarà rinnovato. Ci sarà una rotazione delle deleghe e al posto di Bernocchi metterò un sindaco che si sia distinto per una gestione virtuosa dei rifiuti, volendo anche di un piccolo Comune”.

Il neopresidente dell’associazione dei comuni italiani dice di voler cambiare musica anche rispetto alla gestione della banca dati sulla raccolta differenziata. La raccolta separata degli imballaggi negli enti locali si regge su un accordo quinquennale tra l’Anci e il Consorzio nazionale imballaggi (Conai). La banca dati è nata nel 2009 proprio in questo ambito: è finanziata dal Conai, ma la gestione è affidata da Anci senza gara né scadenze alla sua partecipata al 10% Ae&a. “Dismetterò la quota di Anci. Oggi la maggioranza delle azioni è nelle mani di soggetti privati ed è giusto che l’associazione esca dalla società. Questa modifica avverrà in tempi molto brevi”, spiega De Caro. In futuro la banca dati “sarà gestita direttamente da Anci, o da un soggetto statale. Oppure il servizio sarà messo a gara. L’Anci, sostenendosi con denaro pubblico, deve seguire le stesse procedure della pubblica amministrazione per l’affidamento delle commesse”.

L’azienda, dal canto suo, prova a difendersi: “Questa struttura ha fatto fino ad oggi il suo dovere con correttezza e competenza ed essendo una società nata all’interno del sistema Anci fornisce più garanzie rispetto ad altri”, sostiene il consigliere delegato di Ae&a Giuseppe Rinaldi. La sua richiesta di incontrare De Caro è stata però rispedita al mittente. Con l’uscita dalla galassia Anci di Ancitel Energia&Ambiente verrebbero meno anche le sue “attività di supporto all’Anci e ai Comuni italiani” elencate nella convenzione con cui Anci nel 2014 ha riconfermato l’affidamento diretto. Tutte attività svolte non senza ombre di conflitti di interesse. Se infatti da una parte la società al 90% privata gestisce i dati sulla raccolta differenziata dei Comuni, dall’altra si occupa della “redazione di emendamenti e note sulla normativa nazionale di settore” sui rifiuti, ma anche di “scrittura dei testi dell’accordo (quadro Anci-Conai, ndr) parte generale”, quello in cui si prevede il servizio di banca dati poi affidato alla stessa Ae&a.