“Complicare è facile, semplificare è difficile”. Stavolta è proprio il caso di usare le parole di Bruno Munari perché il nuovo sistema di spesa attraverso la piattaforma www.cartadeldocente.istruzione.it a poche ore dall’entrata in vigore è conosciuto da ben pochi musei. Dal “Santa Giulia” di Brescia al “Mambo” di Bologna ai musei Vaticani fino al museo della cappella “San Severo” di Napoli alla richiesta di informazioni di un docente che vuol capire se potrà generare un buono acquisto per fare la visita la risposta è una sola: “Non ne sappiamo nulla”.

Eppure il 27 novembre era la prima giornata utile per gli esercenti, gli enti e i musei per accreditarsi alla piattaforma che permetterà a maestri e professori di creare un buono spesa con i soggetti accreditati. Fino a ieri, infatti, i docenti che visitavano una mostra o che andavano agli Uffizi dovevano farsi fare una ricevuta fiscale che dovevano presentare alla scuola di servizio per comprovare l’utilizzo dell’importo dei 500 euro entro una data fissata dal Miur. Ora è tutto cambiato. Il docente dopo essersi munito dell’identità digitale deve collegarsi all’indirizzo www.cartadeldocente.istruzione.it (che dovrebbe essere attivato nei prossimi giorni) per creare un buono scegliendo in piattaforma un museo, una libreria, un cinema accreditato dove presentarsi con il buono stampato o visibile su smartphone e tablet.

Qui nasce il primo problema: quali sono gli enti che saranno presenti nella lista? Secondo il Miur scuole, università e accademie saranno accreditate direttamente dal ministero mentre per i musei e i cinema si utilizzerà la banca dati del ministero dei beni e delle attività culturali oltre a tutti quelli già presenti su www.18App.italia.it, la piattaforma che devono usare i 18enni per spendere i 500 euro di bonus. In teoria, dovrebbe funzionare così ma nella pratica parecchi musei non conoscono la nuova modalità di spesa per i docenti, altri non intendono accedere a questa piattaforma, altri ancora ne fanno già parte per “18App” ma alla cassa trovi chi non ne sa nulla oppure vi sono città dove non c’è un solo museo iscritto come Siracusa, Catania o Verona.

Dal canto suo il Miur chiede pazienza: “L’applicazione web carta del docente è una novità assoluta ed è in partenza nelle prossime ore. C’è un primo step di apertura della piattaforma dedicato ad enti ed esercenti per far partire gli accreditamenti. Per quanto riguarda i musei, 228 sono già inseriti in piattaforma, a questi si aggiungono 23 aree archeologiche. Tutti gli altri potranno accreditarsi attraverso il sistema di registrazione successivamente. Nello specifico esiste poi un decreto che prevede l’ingresso gratuito dei docenti nei musei statali”. Eppure basta fare un giro di telefonate all’ufficio biglietteria di qualche sito, presentandosi come docente che vuole sapere se a dicembre potrà visitare il museo certo dell’accreditamento per scoprire che la vita dei prof e dei maestri sarà dura d’ora in poi e che il processo sarà molto lento. Non solo: se fino allo scorso anno un docente andava in qualsiasi museo e bastava farsi rilasciare la ricevuta ora dovrà verificare se l’ente è registrato.

Ecco le nostre prove:

La prima telefonata è ai musei Vaticani, Roma: “Qui i docenti entrano usufruendo della gratuità se portano gli alunni. Per i professori non ci sono sconti. Per la carta del docente non è possibile: noi rilasciamo solo uno scontrino. Non ci registreremo sul portale www.cartadeldocente.istruzione.it. Neanche per i 18enni non c’è nessuna agevolazione con www.18App.Italia.it”, spiega l’addetta. Addio alla cappella Sistina e alla possibilità di vedere dal vivo le opere di Buonarroti.

Speriamo almeno di poter andare al museo Leonardiano di Vinci senza sborsare di tasca propria la cifra d’ingresso: “No mi spiace, non è valida per il nostro museo perché è comunale, non statale. I docenti non rientrano nelle categorie di riduzione. L’anno scorso qualcuno ha chiesto la ricevuta fiscale ma quest’anno non credo aderiremo a questa piattaforma. Non ci siamo in queste applicazioni. Chieda comunque all’ufficio turismo”. Proviamo. Stesso responso: “Noi siamo un museo comunale non viene riconosciuta questa cosa”. Insisto: ma siete registrati sulla piattaforma 18App? Risposta: “Cos’è?”.

Proviamo con uno dei più importanti musei di Napoli, la Cappella Sansevero dov’è custodito il “Cristo velato”: “Basta che viene qui e le lasciamo un modulo che può allegare al biglietto e presentarlo in segreteria”. Spieghiamo che da quest’anno la modalità è cambiata. Dall’altra parte noto un certo silenzio: “Può richiamare perché fino ad oggi abbiamo dato il modulo ai docenti. Richiami, devo chiedere informazioni”.

Non va meglio nemmeno al museo egizio di Torino dove per i 18enni l’ente è registrato sulla piattaforma ma per i prof non ne sanno nulla: “Ah lei parla del bonus: il giorno della visita potete chiedere una ricevuta nominativa in modo tale da poterla scaricare nel bonus. Mi spiace al momento non abbiamo altre disposizioni in merito”.

E non le ha nemmeno l’ufficio prenotazioni delle Scuderie del Quirinale che riapriranno il 16 dicembre: “Non so se saremo tra gli enti accrediti. Ancora non abbiamo comunicazioni sulle modalità della prenotazione. So che in alcuni siti è attivo l’accredito per i 18enni ma per le Scuderie non le so dire per ora”.

A Palazzo Blu a Pisa la risposta è eloquente: “Quale card scusi? Ah come quella dei 18enni! Mmm…sì….un attimo”. Passano due minuti di attesa con tanto di sottofondo musicale: “Ci siamo attivati con il nostro gestore. In settimana ci dovrebbero comunicare la procedura per attivare l’iniziativa”.

A cadere dalle nuvole è anche l’ufficio biglietteria del museo Santa Giulia di Brescia: “Scusi si spieghi meglio. E’ cambiato qualcosa rispetto allo scorso anno? Per i 18enni so come funziona ma per i docenti non so nulla. Guardi la richiamiamo noi, mi dia un suo numero”.

Nulla da fare invece per il Mambo a Bologna e per il museo del violino a Cremona. Sotto le due torri la risposta è certa: “Noi non abbiamo alcuna comunicazione di questa carta. Lei è docente di che cosa? Se viene con la classe non paga ma se viene privatamente l’ingresso ridotto è solo per i professori universitari”. E a Cremona sono sicuri: “Per quel che ne so io non si può fare. Normalmente mi informano ma non credo vi sia questa possibilità”.

Resta un mistero anche al Mart di Rovereto. Alla prima chiamata la risposta è: “Deve sentire la sezione didattica: 0464454108”.  Proviamo: “Lei può farlo? Non lo so. Sull’ingresso del museo non le so dire come funziona. Può essere ma lo deve verificare lei. Non so se ci accrediteremo. Noi siamo la sezione didattica non lo sappiamo, deve chiamare la biglietteria”.