L’annuncio di una delibera, il video di un’inaugurazione, una lettera aperta ai romani. Pubblicati però sul Blog di Beppe Grillo, piuttosto che attraverso i più ortodossi canali istituzionali. A Roma le comunicazioni di Virginia Raggi ai cittadini sono diventate un caso politico. Addirittura un’interrogazione formale discussa durante l’ultimo consiglio comunale: il Pd accusa la sindaca di discriminare gli abitanti che non siano elettori del Movimento 5 stelle, se non proprio di procurare un beneficio economico alla Casaleggio Associati.  La sindaca sostiene di non aver mai utilizzato il blog in via esclusiva, né che ci sia stato alcun guadagno, e attacca l’opposizione: “Tutti hanno il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero, lo dice la Costituzione. Noi non possiamo scrivere su un blog, mentre il presidente del Consiglio manda lettere a 4 milioni di italiani per il referendum?”, ha chiesto facendo riferimento alle polemiche sul voto all’estero. “Cosa c’entra Renzi, lei dice falsità”, la replica della capogruppo Pd Di Biase.

Dell’utilizzo (proprio o improprio) degli strumenti di comunicazione da parte della Raggi a Roma si parla sempre con maggior insistenza da qualche giorno. Già a metà settembre la prima cittadina aveva scelto il sito del leader del M5s per rivendicare i primi interventi della sua giunta, nel pieno della crisi per le nomine degli assessori. A inizio novembre, però, gli episodi si sono moltiplicati: l’8 novembre l’annuncio della delibera per la lotta al gioco d’azzardo è arrivato proprio attraverso il blog, con un post da oltre 20mila condivisioni (che aveva fatto storcere il naso a mezza opposizione, che di quell’atto non ne sapeva nulla). Poi il giorno dopo è stata la volta dell’inaugurazione dei 150 nuovi bus e della sperimentazione dei controllori fissi a bordo; prima sul blog, solo dopo sul sito del Comune. Così le proteste del Pd sono finite nero su bianco in un’interrogazione firmata da Michela Di Biase, la capogruppo dem moglie del ministro Dario Franceschini, che proprio in questi giorni è stata oggetto a sua volta di accuse di conflitto d’interesse per un incarico ricevuto da una società che lavora con il ministero dei Beni culturali di suo marito.

“Noi usiamo più strumenti di comunicazione che possono arrivare senza filtri e direttamente alle persone, come i social network o i siti internet. Renzi occupa tutti gli spazi in tv per il referendum, da qualche parte ci dovrete pur permettere di esprimerci, sennò si chiama censura”, ha risposto la sindaca in Consiglio comunale. “La comunicazione sul blog non è mai stata esclusiva: tutti i contenuti pubblicati su quella piattaforma sono liberamente riproducibili. Per altro nei miei post non c’era alcuna forma di pubblicità, quindi nessun guadagno”. Il dubbio che qualche leggerezza dal punto di vista comunicativo sia stata commessa, però, resta. E forse non a caso di recente lo staff della sindaca ha intensificato l’attività di informazione sul sito del Comune, e da pochi giorni ha anche aperto una nuova apposita sezione chiamata “La sindaca informa”. “Evidentemente la Raggi è corsa ai ripari”, spiega la Di Biase. “E comunque non ha risposto nel merito, perché i profitti su internet non derivano solo dai banner pubblicitari ma anche dal numero di accessi, al cui incremento la sindaca sicuramente ha contribuito”. Per questo dal Pd adesso continueranno a tenere gli occhi aperti: se dovessero verificarsi nuovi episodi di comunicazione esclusiva non escludono di presentare un esposto contro la sindaca. Ma la Raggi, probabilmente, starà più attenta.

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