Il Ku Klux Klan dà il suo endorsement ufficiale a Donald Trump. Il sostegno al candidato repubblicano è arrivato dal Crusader, il giornale ufficiale dell’organizzazione suprematista, che nel numero in edicola pubblica in prima pagina un titolo che riprende lo slogan della campagna del tycoon: “Make America great again!“.

 

Una dichiarazione che ha imbarazzato lo staff del re del mattone, e da cui la sua campagna elettorale ha preso immediatamente le distanze: “Trump e la sua campagna denunciano qualsiasi forma di odio – affermano – questa pubblicazione è ripugnante e il loro parere non rappresenta le decine di milioni di americani che si stanno unendo dietro di noi”.

Non è la prima volta che il team del miliardario newyorkese è costretto a prendere le distanze dai suprematisti bianchi e dai loro dirigenti. Trump, inoltre, è stato criticato per non aver respinto con prontezza il sostegno espresso nei mesi scorsi dall’ex leader del KKK, David Duke.

Secondo politico.com, il leader neo-nazi Andrew Anglin si starebbe preparando ad inviare osservatori nei seggi e a distribuire alcolici e marijuana nei quartieri afroamericani di Philadelphia, in Pennsylvania, che è uno degli stati in bilico tra Trump ed Hillary Clinton, con l’idea di condizionare l’elettorato a non votare. Anche The National Socialist Movement, movimento neonazista americano, insieme a fazioni del Kkk e dei suprematisti dell’American Freedom Party, si starebbe preparando a presidiare i seggi.

La mobilitazione in vista dell’Election Day di gruppi e siti dell’estrema destra razzista americana sta suscitando varie preoccupazioni. “La possibilità di violenze nell’Election Day è molto reale – ha dichiarato Mark Potok del Southern Poverty Law Center, che studia la minaccia costituita da gruppi e milizie neo naziste in America – Trump da settimane sta convincendo i suoi supporter del rischio che le elezioni vengano rubate dalle forze del male che agiscono in nome delle élite”.

Quello del Crusader è invece uno dei rarissimi endorsement della stampa statunitense al candidato repubblicano. “Mentre Trump vuole far tornare grande l’America, dobbiamo domandarci, cosa ha reso grande l’America?. La risposta è semplice. L’America era grande non per quello che hanno fatto i nostri antenati, ma per quello che i nostri antenati erano. L’America fu fondata come una repubblica bianca e cristiana e come tale è divenuta grande”, scrive nell’articolo che fa riferimento al titolo in prima pagina, Thomas Robb, direttore nazionale dei Cavalieri del Ku Klux Klan.