Sono passati solo pochi giorni dallo spoglio e la vittoria di Trump è confermata. I media americani non san ancora che pesci pigliare, i media europei, che salvo poche eccezioni, avevano sposato la più “estabilished” Clinton si stanno arrabattando per uscire con analisi “pro Trump”. Ma perché Donald ha vinto? Descritto fino a pochi giorni fa come un malato di sesso, folle, guerrafondaio ed evasore di tasse (toccate tutto agli americani tranne sesso e tasse) ora è president.

A mio modesto avviso quello che ha convinto gli americani è stata la decisione di Trump, al netto delle sue passioni (di 35 anni fa?) per il sesso femminile, in merito all’economia e la politica estera. Il discorso che ha fatto a Gettysburg il 22 ottobre ha conquistato il popolo americano.

Vale la pena considerare alcuni elementi sinteticamente catturati da questo speech.
– 1 americano su 4 nella fascia lavorativa dai 25 ai 54 anni è disoccupato;
– 1 uomo ogni 6 nella fascia d’età 18-34 è in prigione o è disoccupato;
– 45 milioni di americani sono poveri;
– L’entrata media annuale (real median household) è di $1,274 più bassa rispetto al 2000.
– Dal 2002 l’America ha perso oltre 70,000 fabbriche e 5 milioni di posti di lavoro nel settore manufatturiero. Gli agricoltori non se la passano meglio, come spiega questo articolo sul sistema agricolo americano.
– Il deficit in beni è salito a $766 miliardi e sono stati persi oltre $300 miliardi all’anno in furti di proprietà intellettuali.
– Le attività produttive americane emigrate all’estero (off-shoring) hanno esacerbato questo scenario. Dal Nafta del 1993 all’entrata nel Wto della Cina fino ai recenti accordi con il sud Corea del 2012 firmato Hillary Clinton.
– Stati manufatturieri come il Michigan, Ohio, e North Carolina, sono stati particolarmente colpiti.
– Sotto il mandato di Obama-Clinton molti progetti infrastrutturali sono stati ritardati e o ostacolati. Oltre 60,000 ponti americani sono considerati “strutturalmente deficienti”.
– Il traffico costa all’economia Americana oltre the $100 miliardi all’anno.
– 6 milioni di americani sono esposti ad acqua contaminata.

L’agenda dei primi cento giorni che Trump ha illustrato durante il discorso ha conquistato l’America (punti già menzionati più volte durante la sua campagna). Facciamo alcuni esempi.

La Middle Class Tax Relief and Simplification Act. La più grande riduzione delle tasse per la classe media (gli sconfitti di 20 anni di globalizzazione Usa). Una famiglia con due figli avrà un taglio della tassazione del 35%. Stando alla Tax Foundation il piano di tasse di Trump potrebbe da solo aumentare l’economia del 7%, accrescere gli stipendi del 5-6%. Le Pmi, la spina dorsale dell’economia, vedranno le loro tasse tagliate quasi della metà, dal 35% al 15%. I risparmi saranno usati per assumere e espandersi nella comunità (questo ovviamente è tutto da vedere, ma le pmi tendono ad avere un maggior legame con il territorio in fatto di assunzioni). I miliardi di dollari americani nascosti all’estero saranno rimpatriati con una tassa una tantum del 10%. La Tax Foundation stima che il piano di Trump aumenterà il Pil di un punto percentuale all’anno. Per contro hanno stimato che il progetto di tasse della Clinton decrescerà il Pil di un quarto di punto su base annua.

La posizione di Trump, per certi aspetti isolazionista, mira a far uscire gli Usa da ogni accordo internazionale che li danneggi (danneggi la produzione e l’industria nativa) sulla base dell’articolo 2205. Una politica simile mira ad attivare il “End The Offshoring Act”. Una soluzione che stabilisca tariffe che scoraggino le aziende a licenziare personale per trasferirsi all’estero. Questa combinazione di soluzioni ha sicuramente colpito la popolazione bianca stremata e fortemente impoverita, specialmente i colletti blu (la classe media e operaia).

Rispetto al settore energetico, Trump ha spinto per una produzione domestica di energia da ogni fonte fossile (poco ecologica ma una forte spinta all’occupazione). In accordo con l’analisi del Wall Street Journal, “oltre una dozzina di progetti infrastrutturali energetici, del valore di 33 miliardi di usd, sono stati rifiutati dal regolatore dal 2012. Stando alla analisi del Heritage Foundation, entro il 2030, le restrizioni energetiche del duo Obama-Clinton elimineranno circa mezzo milione di posti di lavoro nel manufatturiero.

Queste idee, insieme alle molte altre spiegate a Gettysburg, hanno infiammato gli animi degli americani.

@enricoverga